Tutela del consumatore: accordo raggiunto sulla class action europea

EU ParliamentL’Europa deve trasformarsi in uno scudo a protezione dei cittadini”: con queste parole Geoffroy Didier, parlamentare europeo, ha commentato l’accordo recentemente raggiunto da Parlamento europeo e Consiglio sulla normativa in materia di azione collettiva. Il 22 giugno, dopo circa nove ore di negoziazione, si è raggiunta l’intesa sulle nuove norme che introducono in tutti gli Stati membri un modello armonizzato di azione collettiva a tutela e garanzia dei diritti dei consumatori, facilitando l’accesso alla giustizia e garantendo un ancora più efficace funzionamento del mercato interno.

L’accordo, la cui definizione si è rivelata operazione lunga e complessa a causa della necessità di contemperare le esigenze di tutela dei consumatori con  quelle di certezza giuridica per le imprese, oltre che quella di conciliare le caratteristiche delle azioni tipicamente nazionali con le peculiarità di un’azione transfrontaliera, prevede che in ciascuno Stato membro sia designato un organismo qualificato per intraprendere l’azione. Tali organismi, autorizzati dopo un’adeguata verifica delle competenze e dell’attività profusa a tutela dei consumatori nei dodici mesi antecedenti alla proposizione dell’azione, saranno supportati finanziariamente per proporre l’azione e dovranno collocarsi in una posizione di assoluta indipendenza e terzietà rispetto agli interessi economici che si oppongono alla tutela dei consumatori coinvolti nello specifico e concreto caso.  Il campo di applicazione della class action europea interesserà molti settori: protezione dei dati, servizi finanziari, viaggi e turismo, energia, telecomunicazioni, ambiente e salute, nonché i diritti dei passeggeri nel trasporto aereo e ferroviario che sin dalla sua istituzione, costituiscono uno dei principali settori di intervento della rete dei Centri Europei dei Consumatori ECC-Net.

A garanzia di un congruo bilanciamento tra possibilità di accesso alla giustizia e necessità di evitare le cosiddette liti temerarie e cioè azioni legali poste in essere per meri scopi dilatori o abusivi, è stato inoltre prevista l’applicazione del principio “chi perde paga”, che obbliga la parte soccombente a risarcire i costi del procedimento. Le autorità giudiziarie nazionali avranno inoltre il potere di archiviare nella fase iniziale le azioni, aventi ad oggetto richieste di risarcimento, manifestamente infondate.

Gli adempimenti successivi saranno rappresentati dall’approvazione di Parlamento e Consiglio dell’accordo politico; la successiva direttiva entrerà in vigore decorsi venti giorni dalla pubblicazione nella Gazzetta Ufficiale dell’UE e gli Stati membri avranno ventiquattro mesi per il recepimento nei rispettivi ordinamenti nazionali e ulteriori sei mesi per l’applicazione. 

 


Stampa   Email