Coronavirus: 16 modi in cui gli Europei affrontano l’epidemia con l’aiuto dell’Unione (e tra questi, anche l’ECC-Net)

Copertina 16 EU#StrongerTogether, “più forti insieme”; è questo l’hashtag che sta spopolando sui social, su profili istituzionali e non, al fine di identificare le azioni di solidarietà poste in essere a livello nazionale ed europeo per fronteggiare l’epidemia di Covid-19. In questa ardua battaglia, anche le istituzioni europee si stanno mobilitando, attivandosi su diversi fronti al fine di reagire alla crisi determinata dall’emergenza sanitaria in corso. Di seguito 16 concreti esempi di azioni solidali dell’UE.

#1 Sostegno al personale sanitario nei luoghi maggiormente colpiti dall’epidemia

L’ERCC, Emergency Response Coordination Centre, ha contribuito ad inviare un team di medici dalla Romania per supportare e sostenere gli operatori sanitari italiani nei comuni di Lecco e Merate, in Lombardia. Con queste parole, Joe Stroescu, capo missione ha commentato l’iniziativa: “Non importa da dove veniamo. Nella vita è importante ciò che facciamo, e in questi momenti difficili, è importante mostrare solidarietà e aiutarsi a vicenda, perché solo insieme possiamo vincere questa battaglia. Questo atto di solidarietà europea ha salvato la vita e mostra la vera natura della famiglia dell'UE. "

#2 Incremento delle attività scientifiche finalizzate a sviluppare tecniche per individuare nuove malattie infettive

Marion Koopmans, Capo del Dipartimento di viro-scienze dell’Università di Rotterdam, sta guidando un progetto sostenuto dall’UE per sviluppare innovative tecniche in grado di identificare nuove malattie infettive; la prof.ssa Koopmans è inoltre uno degli esperti incaricati di coadiuvare il presidente della Commissione UE Von der Leyen sulle azioni da intraprendere, a livello europeo, per contenere e gestire la pandemia.

#3 Finanziamenti per progetti di ricerca volti a contenere la diffusione del coronavirus

Grazie al sostegno dell’UE, il professor Maarten Merkx dell’Università di Eindhoven, ha sviluppato un nuovo tipo di test rapido che rileva gli anticorpi del virus nel sangue attraverso le proteine e sta lavorando per applicare lo stesso meccanismo al coronavirus. Il lavoro del professor Merkx è solo un esempio dei vari progetti finanziati dall’UE per combattere e superare l’epidemia.

#4 Applicazioni pratiche delle competenze scientifiche per aiutare la comunità ad affrontare la crisi

Antonio Piscia e Francesco Scaffidi-Argentina del Centro comune di ricerca (CCR) italiano, servizio scientifico interno alla Commissione UE incaricato di fornire consulenze scientifiche indipendenti a supporto delle decisioni istituzionali dell’Unione, hanno progettato e consegnato 22 valvole respiratorie, realizzate con stampa 3D, ad un ospedale di Varese.  Il personale di altre sedi del CCR, in Belgio Germania e Paesi Bassi, sta inoltre donando attrezzature ai locali servizi sanitari.

#5 Supporto agli agricoltori

Le piccole imprese europee hanno risentito particolarmente delle conseguenze della pandemia; l’UE sta aiutando gli agricoltori a non rinunciare alla loro attività assicurando il trasporto dei beni essenziali attraverso le frontiere europee e facilitando l’accesso a finanziamenti e prestiti bancari.

#6 Garanzia della circolazione dei beni necessari

Il 23 marzo la Commissione europea ha chiesto agli Stati membri di garantire i flussi di beni e servizi essenziali, invitandoli a designare corsie preferenziali per il trasporto merci (ad esempio mediante le "corsie verdi").

#7 Condivisione della professionalità di medici esperti di tutta Europa

Il Prof. Alexis Arzimanoglou, alla guida di ERN EpiCARE una delle  24 reti di riferimento europee (ERN) che coinvolgono prestatori di assistenza sanitaria in tutta Europa, è impegnato con il suo team a prestare consulenza e assistenza ai medici europei; la ERN EpiCARE nello specifico, si occupa di complessi casi di epilessia e il Prof. Arzimanoglu  sta offrendo supporto con la sua squadra per i casi in cui pazienti con epilessia richiedano anche un trattamento antivirale contro il Covid-19. È stato inoltre creato un help-desk in grado di collegare rapidamente gli operatori sanitari di tutta Europa, coinvolti in prima linea nella lotta al coronavirus.

#8 Sostegno alle popolazioni vulnerabili oltre i confini europei

Il coronavirus si è diffuso in tutto il mondo, ma le popolazioni più a rischio sono quelle stanziate in luoghi dove le condizioni igienico-sanitarie sono precarie o del tutto assenti. Attraverso un progetto congiunto tra UE e UNICEF, Cox’s Bazar in Bangladesh, il campo profughi più grande al mondo, con circa 850 000 persone, sta ricevendo acqua e servizi igienici.

#9 Informazione e assistenza per i consumatori europei

La ECC-Net, Rete dei Centri Europei dei Consumatori, fornisce gratuitamente ai cittadini europei consulenza e assistenza nei reclami trasnfrontalieri. A seguito del dilagare della pandemia, i centri della rete hanno registrato un consistente e repentino aumento di richieste di informazioni e assistenza e tra queste, circa 2700 sono state ricevute dal solo Centro Europeo Consumatori Italia. La maggior parte dei quesiti rivolti ai consulenti della rete riguarda il settore del turismo, nello specifico voli e trasporti in genere, pacchetti turistici e prenotazioni alberghiere. Buona parte delle attività svolte dalla rete consiste anche nell’informare i consumatori sulle potenziali trappole poste in essere da venditori truffaldini che, lucrando sulle paure generate dall’epidemia, pongono in vendita medicinali “miracolosi”, test diagnostici fai da te o presunti prodotti disinfettanti dalla dubbia efficacia.

#10 Maggiore flessibilità delle norme sugli aiuti di stato

Il 13 marzo, la regione spagnola della Murcia ha chiuso i propri confini per cercare di contenere la diffusione del coronavirus, comportando inevitabilmente un improvviso arresto per l’industria del turismo, motore fondamentale dell’economia della zona. Molti piccoli imprenditori, come Isabel Laguardia, proprietaria di un centro immersione, sono stati duramente colpiti da tali misure; l’UE si è attivata rapidamente per sostenere le piccole imprese come quella di Isabel, conferendo maggiore flessibilità alla normativa sugli aiuti di stato e permettendo ai governi di elargire aiuti concreti, che evitino alle piccole imprese di licenziare il personale.

#11 Rimpatrio dei cittadini europei

Durante la pandemia, abbiamo imparato che il posto migliore dove aspettare che la normalità si ripristini è la propria casa, ma non tutti hanno avuto la possibilità di farvi immediato ritorno. È il caso di Caroline de Boisset e Awa Seck, bloccate in Senegal dove si trovavano per lavoro e impossibilitate a fare ritorno in Europa. L’ERCC, Emergency Response Coordination Centre, ha organizzato per loro (e per altri circa 60 000 cittadini europei) il volo di ritorno, consentendo così che tornassero al sicuro nelle proprie case.

#12 Corpo europeo di solidarietà

Da settembre dello scorso anno, Laurenz Aupperle, 18 anni, tedesco, è uno dei giovani volontari del Corpo europeo di solidarietà in Francia.  Tuttavia, il coronavirus non gli ha lasciato altra scelta che tornare a casa in Germania; il coronavirus tuttavia non lo ha fermato e Laurenz, insieme ad  altri cinque volontari provenienti da tutta Europa sta lanciando un progetto online chiamato La Semaine de l'Europe, per incoraggiare le persone a conoscere meglio l'UE e le nostre diverse culture. "I cittadini non sanno in che modo traggono vantaggio dall'UE e in che modo possono contribuire come membri di essa. Questo è ciò che intendiamo cambiare. Vogliamo contribuire alla costruzione della solidarietà in Europa, la solidarietà necessaria in periodi difficili come quello che stiamo attraversando ".

Segui @semaine.europe.flers su Instagram per ulteriori informazioni sul progetto.

#13 Riduzione dei dazi e dell’IVA sulle apparecchiature mediche importate

Garantire che le apparecchiature mediche possano agevolmente giungere a destinazione è un obiettivo per cui i funzionari doganali hanno lavorato alacremente.

#14 Sostegno ai banchi alimentari di tutta Europa

A causa del lockdown, molte persone hanno improvvisamente perso il loro lavoro e hanno dovuto affrontare condizioni finanziarie precarie, con il serio rischio di non poter soddisfare neanche i loro bisogni primari. La FEBA, Federazione Europea Banchi Alimentari, con il sostegno dell’UE, ha istituito un Fondo di emergenza sociale per coadiuvare i banchi alimentari non solo durante la pandemia, ma anche successivamente, quando questa sarà terminata ma le conseguenze della crisi economica saranno ancora tangibili.

#15 Sostegno alle regioni di confine affinché ricevano adeguata assistenza medica in situazioni emergenziali

Il virus purtroppo non conosce confini; il progetto RESCUE, finanziato dall’UE, ha aiutato a consegnare respiratori ed ambulanze negli ospedali delle regioni vicine a Polonia, Bielorussia e Ucraina, per permettere al personale medico di affrontare la pandemia con adeguati strumenti. Piotr Gozdek, responsabile del  reparto di medicina interna e cardiologia presso un centro sanitario di  Tomaszów Lubelski, in Polonia, dichiara: “Dato che siamo molto vicini, i nostri pazienti, indipendentemente da quale parte del confine provengano, possono contare su una migliore qualità dell'assistenza sanitaria. I contatti tra ospedali ci consentono di scambiare esperienze in situazioni di gravi crisi sanitarie, di cui la pandemia di SARS-Cov2 è senza dubbio una di queste. "

#16 Aiuto concreto alle comunità vulnerabili e isolate d’Europa

Il programma ROMACT, finanziato dall'UE, ha fornito a 15.000 persone della comunità rom prodotti alimentari e igienici, in Bulgaria e Romania. I volontari hanno inoltre informato la popolazione in oltre 30 città su come rimanere al sicuro e accedere al supporto di emergenza.

Fonte: medium.com @EuropeanCommission


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