Covid-19: le azioni e i consigli della rete europea delle autorità di enforcement

CPC su CovidLa drammatica emergenza sanitaria che sta coinvolgendo l’intera popolazione mondiale annovera, tra le preoccupanti conseguenze, anche la proliferazione di pratiche commerciali scorrette poste in essere su piattaforme online: alcuni soggetti tentano, infatti, di fare leva sulle vulnerabilità dei consumatori per commercializzare prodotti quali mascherine, detergenti igienizzanti e farmaci pubblicizzati come in grado di prevenire o curare l’infezione da Covid-19. La Consumer Protection Cooperation Network (CPC network), rete di cooperazione per la protezione dei consumatori, composta dalle autorità nazionali di enforcement coordinate dalla Commissione Europea,  ha ritenuto di dover intervenire e ha recentemente pubblicato una posizione comune  per la lotta alle pratiche commerciali scorrette  e la diffusione tra le  imprese e i consumatori di informazioni di orientamento  per non cadere nell’inganno.

La CPC Network in primo luogo ricorda che conformemente alle normative europee sul commercio elettronico (direttiva 2000/31 / CE) e sulle pratiche commerciali sleali (direttiva 2005/29 / CE), i gestori di piattaforme attive nell'UE dovrebbero adottare opportune misure correttive ogni qual volta vengano a conoscenza di eventuali attività illegali che si svolgono sui loro siti rimuovendo i contenuti illeciti o disabilitando l’accesso a tali contenuti.

In tale contesto, la rete CPC ha ritenuto di notificare ai gestori di piattaforme online le violazioni dei diritti dei consumatori più ricorrenti nell’UE che sono state identificate nell’ambito dell’attuale emergenza epidemiologica

  • Claim infondati di prodotti idonei a prevenire o curare un'infezione da Covid-19

Alcuni venditori dichiarano, in maniera più o meno esplicita, che i loro prodotti possiedono determinati effetti curativi o di prevenzione dell’infezione da Covid-19, senza alcuna evidenza o supporto scientifico e senza alcuna conformità a quanto espresso dalla autorità sanitarie competenti.

A tal proposito, l’Autorità Garante della Concorrenza e del Mercato italiana ha avviato un procedimento istruttorio disponendo al contempo in via cautelare l’eliminazione di ogni riferimento all’efficacia preventiva e terapeutica contro il COVID-19 dei prodotti pubblicizzati e commercializzati su un sito web che “dopo aver ampiamente sponsorizzato l’attività di ossigenoterapia per fronteggiare il virus Covid-19 – presentandola come “uno dei sistemi di maggior efficacia per curare la sintomatologia legata al Coronavirus di nuova generazione” – propone la vendita (al prezzo di 995 euro) di un “kit di prevenzione” descritto come “completo di tutto il necessario per poter monitorare e migliorare la risposta immunitaria” e composto da un concentratore di ossigeno stazionario e accessori vari.

L’Antitrust ha infatti dichiarato che “le modalità di promozione e vendita del kit di prevenzione siano prima facie ingannevoli e aggressive, in quanto il sito sfrutta l’alterata capacità di valutazione del consumatore dovuta all’allarme suscitato dal costante aumento del numero dei soggetti contagiati dalla COVID-19 e dal rischio di mortalità conseguente alla contrazione del virus”.

Non solo; l’Autorità è intervenuta con ulteriori provvedimenti e ha disposto l’oscuramento di siti web che commercializzavano kit di autodiagnosi del contagio da Covid-19 e la sospensione della commercializzazione di un farmaco antivirale ad un prezzo superiore ai 600 euro.

  • Pratiche commerciali aggressive ed eccessivo rialzo dei prezzi

È stato inoltre riscontrato che, su alcune piattaforme, sono poste in essere pratiche commerciali aggressive consistenti nel fornire imprecise informazioni sull’effettiva disponibilità di un determinato prodotto sul mercato, pubblicizzando lo stesso come in rapido esaurimento o disponibile per un periodo di tempo limitato e inducendo così il consumatore ed acquistare ad un prezzo notevolmente più alto rispetto all’effettivo valore di mercato. Tali condotte sono in grado di influenzare sensibilmente il consumatore e di indurlo ad assumere delle decisioni commerciali che non avrebbe altrimenti preso e pertanto, secondo quanto previsto dalla direttiva 2005/29/CE, integrano una pratica commerciale scorretta e dunque censurabile.

La CPC Network, oltre a mobilitarsi nei confronti delle piattaforme online, si rivolge direttamente ai consumatori con concreti suggerimenti affinché possano riconoscere annunci ingannevoli e pratiche commerciali sleali.

Nello specifico, consiglia cautela nei confronti di venditori che pubblicizzano offerte o campagne che:

  • utilizzano termini o immagini che suggeriscono, esplicitamente o implicitamente, che un prodotto è in grado di prevenire o di curare l'infezione da COVID-19
  • citano individui che si presentano come medici, professionisti della salute, esperti o altre fonti non ufficiali che dichiarano che un prodotto è in grado di prevenire o curare l'insorgenza del nuovo virus
  • citano, tramite il nome o il logo, autorità pubbliche, esperti ufficiali o istituzioni internazionali che avrebbero corroborato le proprietà preventive o curative del prodotto, senza però fornire link o riferimenti a documenti ufficiali
  • sottintendono un'urgenza utilizzando termini quali "disponibile solo oggi", "in rapido esaurimento" o simili
  • danno informazioni sulle condizioni di mercato, ad esempio "il prezzo più basso sul mercato", "l'unico prodotto in grado di curare le infezioni da COVID-19" o simili
  • applicano prezzi nettamente al di sotto del prezzo normale per prodotti simili adducendo come giustificazione il fatto che il prodotto potrebbe prevenire o curare l'infezione da COVID-19.

Ulteriori informazioni sulle  azioni intraprese dalla Consumer Protection Cooperation Network per contrastare le truffe connesse all’emergenza Covid-19 sono disponibili qui.

 

 

 


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