Tutela dei consumatori: più poteri alle autorità nazionali con il nuovo regolamento CPC

iStock 614331386“L’Unione Europea dispone delle norme in materia di tutela dei consumatori più rigide al mondo”: così la Vicepresidente per i valori e la trasparenza Věra Jourová ha celebrato l’entrata in vigore del Regolamento (UE) 2017/2394 sulla cooperazione tra le autorità nazionali per l’esecuzione della normativa che tutela i consumatori.

Tale norma abroga e sostituisce il Regolamento (CE) n. 2006/2004, con il quale le istituzioni comunitarie hanno creato la Consumer Protection Cooperation Network (CPC), rete di cooperazione per la protezione dei consumatori composta dalle autorità nazionali di enforcement, allo scopo di affrontare congiuntamente le violazioni delle norme a tutela dei consumatori in ambito transfrontaliero.

Come opera concretamente la CPC Network? Quali sono i vantaggi effettivi per i consumatori?

Nell’ipotesi in cui uno o più professionisti commettano un’infrazione, che, a seconda del numero di stati coinvolti si definisce “infrazione intra-UE” (i consumatori risiedono in uno stato diverso da quello del professionista), “infrazione diffusa” (i consumatori risiedono in almeno due stati diversi da quello del professionista) e “infrazione avente dimensione unionale”(i consumatori risiedono in almeno due terzi dei paesi dell’UE e rappresentano almeno i due terzi della popolazione UE), le autorità nazionali competenti, designate da ciascuno stato, possono scambiarsi informazioni e cooperare concretamente non solo per far cessare l’infrazione in corso, ma anche per evitare che la stessa venga reiterata in un altro stato e per sanzionare condotte scorrette del professionista non più in essere. Proprio quest’aspetto costituisce un’importante novità rispetto alla normativa precedente, che non consentiva di sanzionare atti illeciti già conclusi. La stessa risultava ormai anacronistica in un’ era come quella digitale, in cui numerose violazioni si compiono in spazi temporali così brevi che ne rendono difficile una pronta intercettazione. Le autorità possono ora efficacemente dispiegare i loro poteri d’indagine richiedendo informazioni a qualsiasi autorità, pubblica o privata, effettuando ispezioni nel locali o sui mezzi di trasporto dell’operatore soggetto all’indagine, compiendo acquisti campione, i cosiddetti “mystery shopping” al fine di raccogliere prove, oltre che continuare a monitorare, simultaneamente, attraverso i cd. “sweeps”, l’osservanza delle norme a tutela del consumatore in determinati settori del mercato. Le autorità dispongono inoltre di poteri di esecuzione e cioè del potere di ricevere impegni da parte del professionista responsabile dell’infrazione, di obbligarlo a cessare la condotta, di oscurare siti web o limitarne i contenuti, oltre alla possibilità di richiedere alle autorità pubbliche o a terzi di infliggere sanzioni vere e proprie. Sebbene in Italia molte di tali funzioni erano già ampiamente svolte dalle nostre autorità amministrative indipendenti, come l’Antitrust, non tutti gli Stati prevedevano tali possibilità per i loro omologhi organismi; il potere, attribuito ora, di scambiare informazioni e di collaborare in modo più incisivo fa sì che, per citare ancora la Vicepresidente Jourová, “ sarà più difficile (per i professionisti), sottrarsi alle norme”.

Ulteriori significative novità introdotte con il regolamento (UE) 2017/2394 riguardano

  • il ruolo della Commissione Europea, che potrà segnalare le infrazioni di cui è a conoscenza alle singole autorità nazionali e che dovrà coordinare le loro azioni nel caso in cui l’infrazione coinvolga almeno i due terzi dei consumatori europei;
  • l’introduzione di un nuovo sistema di segnalazione attraverso le   cosiddette “segnalazioni esterne” da parte di organismi appositamente designati. In Italia, il Centro Europeo Consumatori è stato investito proprio di tale funzione.

Quali sono, nello specifico, gli ambiti di intervento della CPC?

Il regolamento menziona espressamente ventisei normative, tra le quali ricordiamo quelle relative alle pratiche commerciali scorrette, all’e-commerce, alla pubblicità comparativa, ai pacchetti turistici e ai diritti dei passeggeri.

Dalla sua istituzione, la rete CPC è già intervenuta nei confronti di numerosi professionisti: Booking.com, Airbnb, Facebook, Twitter, Apple iTunes e Google Play, oltre che nei confronti di cinque tra le maggiori società di noleggio (Avis, Europe Car, Enterprise, Hertz e Sixt), traendo spunto proprio dalle segnalazioni ricevute dalla rete dei Centri Europei Consumatori, che da sempre rappresenta un valido interlocutore della CPC.

Il testo completo del regolamento è disponibile qui, mentre per informazioni dettagliate sulle attività della CPC network è possibile consultare l’apposita sezione del sito della Commissione Europea.

 

 


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