Piattaforme online: norme più chiare e più tutele per i consumatori

piattaforme online norme più chiare Sempre più consumatori e imprese ricorrono alle piattaforme online per accedere a nuovi mercati esplorandone e sfruttandone i vantaggi. Tali canali, infatti, permettono ai consumatori dell’UE una più ampia scelta di beni e servizi e inducono le imprese ad offrire prezzi sempre più competitivi.

Tuttavia, questi nuovi modelli di business, se da un lato hanno contribuito a migliorare il benessere dei consumatori, incidendo positivamente sull’imprenditorialità, il commercio e l’innovazione, dall’altro hanno creato delle zone grigie e sollevato non pochi problemi in relazione alla tutela del consumatore.

E’ emersa, pertanto, l’esigenza di creare un ecosistema online competitivo, equo e trasparente, in cui le imprese, che sempre più spesso ricorrono ai servizi di intermediazione offerti dalle piattaforme,  agiscano in modo responsabile. Il fine ultimo è quello di garantire la trasparenza e la fiducia nell’economia delle piattaforme online nei rapporti tra imprese che, indirettamente, contribuirà a migliorare la fiducia dei consumatori. Sono infatti un milione le imprese che si relazionano con consumatori attraverso le piattaforme online; da qui l’importanza che i rapporti tra queste ultime e le aziende siano regolati in maniera adeguata.

Attualmente, quasi la metà delle aziende che utilizzano le piattaforme  (46%), e nella maggior parte si tratta di aziende con fatturati importanti,  si lamenta dei disservizi spesso generati dalla nebulosità dei termini contrattuali. Le piccole e medie imprese (66%), invece,  puntano il dito sul posizionamento nei motori di ricerca: i primi 5 risultati attraggono, infatti, l’88% dei click, mentre i risultati al di sotto della decima posizione hanno solo l’1,11% di chance di venire cliccati.

Lo scorso 31 luglio è entrato in vigore un nuovo Regolamento il cui scopo è quello di garantire che le aziende che utilizzano le piattaforme online dispongano di adeguata trasparenza, equità e di efficaci possibilità di ricorso.   Il Regolamento introduce, infatti, una serie di obblighi per le piattaforme online  che dovranno garantire ai loro  utenti commerciali l’accesso a termini e condizioni d’uso chiari e comprensibili,  li dovranno informare sui principali parametri che determinano  il loro posizionamento nei risultati di ricerca e fornire le motivazioni  (economiche, commerciali e giuridiche) in base alle quali impongono alle imprese eventuali limitazione nell’offrire condizioni differenziate ai consumatori  al di fuori della piattaforma.

Le piattaforme dovranno, inoltre, istituire un sistema interno di gestione dei reclami per garantirne rapidità ed efficacia ed indicare un organismo ADR cui le imprese in lite potranno rivolgersi laddove il reclamo non trovi soluzione nel confronto diretto.

Nel caso di inottemperanza alle norme stabilite dal Regolamento, organizzazione rappresentative,  associazioni e organismi pubblici potranno agire giudizialmente mentre spetta  allo Stato membro il compito di stabilire delle sanzioni per le inadempienze.

Il Regolamento dovrà essere applicato a partire dal 12 luglio 2020 da mercati online, store di applicazioni software online, social media e motori di ricerca online che prestano i loro servizi alle imprese stabilizzate nell’UE  e offrono beni e servizi a consumatori europei indipendentemente dal paese in cui hanno sede.


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