Prezzi e condizioni contrattuali più trasparenti: Airbnb si impegna a migliorare le proprie politiche commerciali

airbnb trasparenzaPiù tutele per chi prenota un alloggio su Airbnb, il rinomato portale online che mette in contatto persone in cerca di una casa per le vacanze con persone in grado di offrire uno spazio extra da affittare.

A darne l’annuncio la Commissione europea che, in stretta cooperazione con la rete delle autorità europee preposte all’applicazione delle norme a tutela del consumatore (Consumer Protection Cooperation Network - CPC), ha verificato il metodo di presentazione dei prezzi utilizzato dalla piattaforma e le clausole contrattuali della stessa.

A dare il via all’indagine che ha comportato un minuzioso controllo delle diverse versioni linguistiche della piattaforma, la Consumer Authority norvegese che aveva ravvisato importanti profili di irregolarità sia in relazione alle pratiche commerciali adottate da Airbnb sia in relazione al contenuto dei termini contrattuali. Dall’azione congiunta delle autorità di enforcement era emerso, per esempio, che il prezzo per notte risultante nel risultato di ricerca non corrispondeva a quello evidenziato allorquando si selezionava una determinata struttura che risultava più alto. Inoltre la piattaforma ometteva di informare il consumatore se il proprietario della struttura selezionata era un privato o un professionista impedendo, di fatto, al consumatore, di conoscere preventivamente il livello di tutela garantitogli in caso di problemi.  Alcuni termini contrattuali, come quello relativo al foro competente, alla operatività di alcune clausole anche dopo la risoluzione contrattuale, all’esonero di responsabilità della piattaforma, al potere di modifica unilaterale del contratto, di rimozione dei contenuti, di risoluzione del contratto da parte della piattaforma e della gestione dei reclami risultavano in violazione delle norme in materia di pratiche commerciali scorrette e clausole vessatorie.

Grazie alle pressioni delle autorità di enforcement, Airbnb ha accettato di allineare le proprie pratiche commerciali e condizioni contrattuali alle norme europee a tutela del consumatore che ora:

  • potrà visualizzare sin dal primo risultato di ricerca ottenuto il prezzo totale dell’alloggio comprensivo di tasse, costi dei servizi come quello di pulizia, ma anche della commissione dovuta alla piattaforma
  • sarà preventivamente informato attraverso l’utilizzo di una etichetta comprensibile, se affitta l’alloggio da un privato o da un professionista e dunque procedere con la consapevolezza dei suoi diritti
  • troverà, in maniera accessibile, il link alla piattaforma ODR (Online Dispute Resolution) e tutte le informazioni necessarie per inviare un reclamo in caso di problemi.

La piattaforma si è impegnata a modificare la clausola relativa al foro competente riportando chiaramente che il consumatore, in caso di controversie, potrà citare in giudizio Airbnb presso il tribunale competente rispetto al suo luogo di residenza, rispetterà il diritto dell'utente di agire giudizialmente contro la persona che gli fornisce ospitalità in caso di danni personali o di altra natura; non modificherà unilateralmente i termini e le condizioni contrattuali senza aver informato preventivamente i consumatori e senza concedere loro la possibilità di risolvere il contratto.


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