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Les Assises des Consommateurs - Consumer Summit 2018: a Bruxelles le conclusioni dei Ciziten's Dialogues

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iStock 185165281Si è tenuto a Bruxelles, in data 28 novembre, l’evento conclusivo del ciclo di incontri organizzato dalla Commissione europea a proposito del New Deal for Consumers; i Citizen’s Dialogues (questa è la denominazione ufficiale scelta per identificare le stimolanti discussioni sul nuovo pacchetto normativo relativo ai diritti dei consumatori) si sono svolti in 27 stati membri, in cui la Commissione, insieme alle autorità nazionali, ha incontrato e apertamente discusso con i rappresentanti dei consumatori e circa 2500 imprese (qui l’incontro di Roma a cui ha partecipato il Centro europeo Consumatori Italia). Dal primo incontro tenutosi a Sofia, sino all’ultimo di Parigi, è emersa chiaramente la volontà di tutti i soggetti coinvolti di implementare la normativa a tutela dei consumatori e di colmare le lacune che l’attuale legislazione presenta in conseguenza del rapido evolversi del generale processo di digitalizzazione che sta cambiando le abitudini di acquisto. Obiettivo fondamentale è assicurare trasparenza: i consumatori devono poter identificare facilmente i soggetti venditori e valutare i parametri in base ai quali le piattaforme online classificano i prodotti, oltre ad essere pienamente consapevoli di chi e come utilizza i dati personali forniti, anche nel compimento di un’operazione che non comporta necessariamente la finalizzazione di un acquisto.

Una delle questioni più controverse è invece stata quella relativa al diritto di recesso: le modifiche normative richiedono infatti un delicato contemperamento di interessi tra la tutela dell’acquirente, esplicantesi nella possibilità di riflettere dopo un acquisto effettuato senza la materiale apprensione del bene e dunque suscettibile di ripensamento, e la tutela delle imprese e dei professionisti, ai quali non può essere imposto l’obbligo di ricevere merce utilizzata, ma neanche può esser concessa la discrezionalità di imporre condizioni troppo restrittive all’esercizio di un diritto.

È stata pacificamente accolta la volontà di fornire chiarimenti sulla fuorviante pratica della “doppia qualità”, che comporta l’utilizzo della medesima denominazione nei vari Stati membri per prodotti rispondenti a caratteristiche diverse.

È emersa inoltre l’esigenza di assicurare l’uniformità del sistema sanzionatorio, in modo che, all’interno del mercato unico, si diffonda la piena conoscenza delle conseguenze delle violazioni dei diritti dei consumatori.

In tutti gli incontri si è sostenuta la necessità di introdurre nell’Unione un’azione collettiva europea, cioè un meccanismo che consenta ai consumatori, attraverso soggetti debitamente qualificati, di chiedere collettivamente un risarcimento quando un loro diritto non viene rispettato; le maggiori difficoltà in tal senso hanno riguardato l’individuazione delle caratteristiche che uno strumento di tutela di tal genere deve possedere per essere efficiente pur preservando le tradizionali procedure nazionali.

Si è infine concordato sulla necessità di rendere più semplici e maggiormente accessibili i servizi nei tre grandi settori dell’economia: finanza, energia e telecomunicazioni, per tutelare anche i consumatori più deboli.

Grazie all’attività della Commissione è stato realizzato un ricco scambio di opinioni, vedute e posizioni da parte dei rappresentanti di tutti i soggetti coinvolti. Ora spetta al Parlamento e al Consiglio colmare le lacune esistenti e definire le strategie operative, al fine di proseguire nella medesima direzione: quella di assicurare a consumatori e professionisti una sicura, sostenibile e prospera Europa.

 

 

 

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