Shopping online: a fine 2018 stop definitivo al geoblocking

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geoblocking 2A molti è capitato di voler acquistare un prodotto o un servizio su un sito di un altro paese europeo, perché il prezzo era più conveniente o perché c’era quel particolare modello quasi introvabile, ma una volta cliccato su “Procedi all’acquisto” si è stati reindirizzati sulla pagina italiana del sito dove il prezzo era più caro o quel modello non era disponibile oppure la propria carta di credito non era accettata perché italiana. Si parla in questi casi di  “geoblocking”, una pratica adottata dai venditori online che impediscono l’acquisto online per ragioni legate alla nazionalità o al luogo di residenza del consumatore o mettendo in atto una serie di ingiustificate limitazioni per accedere al servizio offerto. Una pratica, questa del geoblocking, fortemente lesiva dei diritti dei consumatori e che impedisce la realizzazione effettiva del mercato unico digitale.

Ebbene, lo scorso 6 febbraio, con una maggioranza schiacciante (557 favorevoli, 89 contrari e 33 astenuti), il Parlamento europeo ha ratificato l’accordo politico raggiunto nei mesi scorsi con la Commissione e il Consiglio per porre fine a questa ingiusta ed ingiustificata discriminazione.

Che cosa cambierà nel concreto

Semplicemente, sarà possibile acquistare un capo di abbigliamento, un biglietto per un evento, un pacchetto turistico, ma anche un servizio di hosting da tutti i siti di vendita europei senza subire limitazioni o impedimenti all’acquisto e pagando con la propria carta di credito. Sarà, dunque, possibile, acquistare al miglior prezzo e beneficiare di un più ampio ventaglio di prodotti e servizi e di un miglior rapporto qualità-prezzo.

Attenzione: il geoblocking non scompare del tutto

Restano fuori dalle norme anti-blocco geografico tutti gli acquisti protetti da copyright: musica, video, film, serie tv, e-book, giochi, app, etc., anche se la Commissione si è già impegnata a rivalutare questa esclusione entro i prossimi due anni, ritenendo tangibile il beneficio che i consumatori avrebbero dalla fruizione di servizi di streaming e musica come, ad esempio, la possibilità di accedere al catalogo Netflix di altri Stati.

I venditori online, inoltre, potranno fornire termini e condizioni differenti a condizione che ne diano adeguata giustificazione e non saranno obbligati a  consegnare i prodotti in paesi Ue in cui tale servizio non viene offerto. I consumatori, tuttavia, potranno concordare con il venditore la consegna in un  Paese in cui il commerciante effettua la consegna anche se diverso da quello in cui risiede il consumatore stesso.

A quando lo stop definitivo

Lo stop definitivo avrà inizio in occasione delle feste natalizie 2018, un periodo particolarmente importante per gli acquisti, dato che il provvedimento entrerà in vigore 9 mesi dopo la pubblicazione nella Gazzetta Ufficiale dell’Unione europea, prevista per fine marzo 2018.

 

 

 

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