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SHOPPING ONLINE: ADDIO AL GEOBLOCKING

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geoblocking

Dal 2018 sarà possibile acquistare online da tutti i siti europei senza essere bloccati da frontiere virtuali attraverso la localizzazione dell’indirizzo IP. Commissione Europa, Parlamento e Consiglio hanno, infatti, raggiunto un accordo politico per porre fine all’ingiustificata discriminazione di chi, acquistando online, si è visto bloccato o negata la possibilità di approfittare di prezzi più vantaggiosi o rifiutato il pagamento della propria carta di credito a causa della sua localizzazione geografica.

L’eliminazione del geoblocking rappresenta un passo importante nella realizzazione del mercato unico digitale: si potrà finalmente acquistare il biglietto per l’ingresso al parco divertimenti direttamente dal sito francese o acquistare le scarpe adatte ai vostri piedi senza essere reindirizzati sul sito del proprio paese che, però, non commercializza la vostra misura. Potrete. Inoltre, acquistare un pacchetto viaggi per un soggiorno nel vostro stesso paese senza che vi venga chiesto di pagare un extra, perché l’offerta era riservata a turisti tedeschi. Questi sono, infatti solo alcuni dei tanti casi di discriminazione che il nostro Centro ha gestito nel corso di questi anni.

Anche le imprese ne trarranno vantaggio; ad alimentare il geoblocking, infatti, non sono sempre le aziende che non desiderano vendere i loro prodotti o servizi in un determinato paese, ma gli obblighi dei distributori nei confronti dei loro fornitori. Le nuove regole, tuttavia, non obbligheranno i commercianti online a vendere oltre i propri confini e a prezzi uguali ma, se decidono di farlo, eventuali diversi trattamenti tra consumatori di diversi Paesi non saranno giustificabili nelle seguenti ipotesi:

  • vendita di beni online (senza consegna fisica). Ad es. l’acquisto di un prodotto di un consumatore belga da un sito che si trova in Germania, deve avvenire con le stesse modalità riservate al consumatore tedesco
  • la vendita di servizi forniti per via elettronica. Ad es. un consumatore bulgaro che vuole acquistare un servizio di hosting da una società spagnola, non deve fare altro che registrarsi e comprare il servizio senza pagare costi aggiuntivi rispetto ad un consumatore spagnolo
  • la vendita di servizi forniti in una specifica località fisica. Ad es. una famiglia italiana che vuole comprare un viaggio in un parco giochi in Francia può farlo senza dover venire reindirizzato al sito web italiano.

Resta, tuttavia, limitato l’intervento dell’Unione Europea perché la vendita di contenuti protetti da copyright, come i servizi di streaming (ad es. Spotify, iTunes, libri elettronici e serie televisive) continueranno ad avere limitazioni. Le nuove regole entreranno in vigore decorsi 9 mesi dalla loro pubblicazione sulla Gazzetta ufficiale europea per permettere, soprattutto alle piccole aziende, di adattarsi al nuovo contesto normativo.

Se nei vostri acquisti online, vi siete imbattuti nel geoblocking, contattate il:

 

Centro Europeo Consumatori Italia

tel. 06 44238090

e-mail: info@ecc-netitalia.it

Al Centro Europeo Consumatori Italia, infatti, la legge affida il compito di moral suasion preventivo all’intervento sanzionatorio dell’Autorità garante della concorrenza e del mercato.

 

 

 

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La direttiva UE impone ai siti di farlo notare, ecco il perché di questo fastidioso pop-up, che apparirà solo in questa visita.

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