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FALLIMENTO DELLA MONARCH AIRLINES: CHI SARÀ RIMBORSATO?

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monarchNella notte tra l’1 e il 2 ottobre, l’ente per l’aviazione civile inglese (CAA-Civil Aviation Authority), omologo del nostro ENAC, ha annunciato il fallimento della compagnia aerea inglese Monarch Airlines, che ha cancellato in un colpo solo ben 860 mila prenotazioni e lasciato a terra 110 mila passeggeri. Nel dissesto finanziario anche le società Monarch Holidays Ltd,  First Aviation Ltd, Svro Ltd e Somewhere2stay Ltd che fanno parte del gruppo Monarch.

Chi sarà rimborsato?

I voli acquistati direttamente dalla compagnia aerea non saranno rimborsati né ci sarà per i passeggeri la possibilità di un volo di riprotezione. Pertanto, chi avesse ancora intenzione di effettuare il viaggio dovrà acquistare, a proprie spese,  un nuovo biglietto con un’altra compagnia aerea. Può nutrire qualche speranza in più di rimborso chi ha pagato il biglietto con PayPal perché, di solito, a fronte di un servizio non erogato, la società lussemburghese rimborsa l’acquirente. Per quanti hanno pagato con carta di credito è necessario verificare con il proprio istituto bancario, la possibilità di ottenere uno storno della transazione tramite la procedura di chargeback. Diversamente da quanto si verifica nel Regno Unito, dove la possibilità di ottenere un rimborso nel caso in cui un servizio non venga prestato è previsto da un atto normativo, in Italia la procedura di chargeback è ammessa solo in caso di pagamento non autorizzato o di pagamento autorizzato per un importo diverso da quello effettivamente addebitato, ma ciò non vieta che le condizioni contrattuali possano prevedere una protezione più ampia dei pagamenti con carta di credito anche attraverso delle coperture assicurative. Chi, unitamente al biglietto ha acquistato una polizza di assicurazione viaggio, può verificare con l’impresa di assicurazione se l’evento fallimento rientri nelle coperture pattuite.

Saranno, invece, rimborsati, o, se già all’estero, rimpatriati, i passeggeri cui è stato rilasciato, al momento dell’acquisto, il certificato ATOL (Air Travel Organisation’s License), perché beneficiano di una specifica copertura. La normativa del Regno Unito, infatti, obbliga gli organizzatori turistici a prestare una cauzione presso l’autorità per l’aviazione civile inglese e a versare una quota parte dell’introito della singola vendita (circa 2,50 sterline a persona) ad un Fondo, costituito nella forma di “trust” che viene utilizzato quando l’organizzatore non è più in grado di onorare le proprie obbligazioni. 

Ricordiamo che, purtroppo, in caso di fallimento di una compagnia aerea, per cercare di ottenere il rimborso, e non è detto che ciò avvenga, occorre presentare domanda di insinuazione al passivo indirizzata al curatore fallimentare nominato dal giudice, e sperare che rimangano risorse sufficienti per ristorare anche i passeggeri che essendo creditori chirografari, sono gli ultimi nella lista dei creditori.

Maggiori info possono essere reperite sul sito dedicato: https://monarch.caa.co.uk/  mentre per chiarimenti potete contattare il:

Centro Europeo Consumatori Italia

dal lunedì al venerdì

telefonando allo 06 44238090

inviando una mail a: info@ecc-netitalia.it

via chat tramite il sito https://www.ecc-netitalia.it/it/

 

 

 

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