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PRIVACY ONLINE: LA COMMISSIONE PROPONE NUOVE NORME

11 privacy online WEBLa Commissione europea ha presentato nei giorni scorsi delle nuove misure per tutelare maggiormente la riservatezza nelle comunicazioni elettroniche. La Commissione ritiene che assicurando una maggiore riservatezza, la fiducia dei consumatori nel mercato unico digitale si rafforzerà, andando così a centrare uno degli obiettivi della strategia per il mercato unico digitale. Del resto, gli episodi che in questi ultimi anni hanno messo a repentaglio i dati personali dei consumatori, sono sotto gli occhi di tutti.

Il Regolamento proposto dalla Commissione riguarda:

  • l’estensione dell’osservanza della direttiva ePrivacy anche a quegli operatori che finora erano stati esclusi, come WhatsApp, Facebook Messenger, Skype, Gmail, iMessage, Viber
  • il divieto di inviare comunicazioni elettroniche indesiderate (spamming), indipendentemente dal mezzo utilizzato (email, SMS) e, in linea di principio, anche chiamate telefoniche se gli utenti non hanno dato il consenso. Ogni Stato membro può trovare al riguardo una propria soluzione, che conferisca al consumatore il diritto di opporsi alle telefonate a scopo commerciale. Gli operatori delle telefonate a scopo commerciale dovranno mostrare il proprio numero telefonico o utilizzare un prefisso speciale che indichi la natura della chiamata
  • la semplificazione per l’accettazione o il rifiuto del monitoraggio dei cookie o di altri identificatori in caso di rischi per la riservatezza. Non sarà più necessario dare il consenso a quei cookie che contano solo il numero di utenti che visitano un sito
  • l’eliminazione o l’anonimizzazione di contenuti e metadati, nei casi in cui l’utente ne neghi l’utilizzo, a meno che non siano indispensabili, come nel caso dell’emissione di una fattura
  • l’applicabilità dello stesso livello di protezione delle comunicazioni elettroniche a tutti i cittadini e le imprese nell’Unione europea.

Il Regolamento affida alle Autorità nazionali per la protezione dei dati (per l’Italia il Garante della privacy) la responsabilità di garantire il rispetto delle norme in materia di riservatezza previste.

Le nuove norme dovranno ora passare il vaglio del Parlamento europeo e del Consiglio. La Commissione auspica che le proposte presentate  siano pronte  per essere adottate entro il 25 maggio 2018, data di applicazione del regolamento generale sulla protezione dei dati, in modo da offrire entro tale data a cittadini e imprese un quadro giuridico completo in materia di tutela della vita privata e protezione dei dati in Europa.

 

 

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