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Il Report ECC-Net sul Procedimento Europeo per le Controversie di modesta entità (Reg. CE 861/2007)

La Commissione Europea lancia il Rapporto sul funzionamento del Procedimento Europeo per le controversie di modesta entità, realizzato dalla Rete ECC-Net e nato da un’iniziativa di Adiconsum del 2009.

 

Il Procedimento Europeo per le controversie di modesta entità, introdotto con Regolamento CE 861/2007, è una procedura giudiziaria transfrontaliera a costi e tempi limitati che consente di agire senza assistenza legale nei confronti di una controparte estera, in ambito UE, per controversie entro un valore di € 2000,00,  potenzialmente molto utile nella soluzione di problematiche di consumo nel Mercato Unico.  

Ai sensi del Regolamento fin dal 1 Gennaio 2009 la procedura sarebbe dovuta essere avviabile presso i giudici competenti di tutti gli Stati Membri.

Proprio nel corso del 2009 Adiconsum, già fortemente impegnata nelle questioni di consumo transfrontaliero anche in qualità di struttura di gestione del Centro Europeo Consumatori Italia, lanciava un’indagine nazionale per verificare se i Giudici di Pace italiani fossero al corrente della procedura, se ne consentissero l’esperimento e se, come previsto dal Regolamento, avessero reso disponibili per le parti la modulistica e l’assistenza per la compilazione. Da visite personali, contatti telefonici ed altri monitoraggi effettuati presso i Giudici di Pace delle maggiori città risultava che la procedura era pressoché sconosciuta e di difficile azionamento. 

Alla luce di questi primi esiti, appariva di grande interesse estendere l’indagine a livello europeo: così Adiconsum con il Centro Europeo Consumatori, grazie alla collaborazione dei Centri ECC-Net di tutta Europa, proponevano al Network nel 2010 il primo Joint Project (indagine coordinata in ambito europeo della Rete ECC-Net) dedicato alla verifica sull’implementazione del Regolamento CE 861/2007. La Rete ECC-Net realizzava controlli capillari presso Tribunali e Giudici competenti d’Europa, giungendo a esiti non molto differenti da quelli registrati in Italia. 

Con il supporto della Commissione Europea, sia della Direzione Generale Salute e Consumatori (Sanco) sia della Direzione Generale Giustizia, i Centri ECC-Net hanno proseguito nel tempo nella disamina della questione, stringendo relazioni sempre più strette con la Rete Giudiziaria Europea (EJN: coordinamento europeo delle Autorità di Giustizia degli Stati Membri) e reiterando periodicamente le visite presso i Giudici competenti.

Oggi vengono resi noti i risultati finali della ricerca, tra cui si possono evidenziare:

- una non sufficiente conoscenza e diffusione della procedura sia tra i consumatori sia negli ambienti giudiziari e, conseguentemente, la indisponibilità presso i Giudici di modulistica e di assistenza alle parti per la compilazione;

- problemi di natura linguistica e relativi ai costi che, se contenuti per la procedura in sé, possono lievitare in caso di traduzioni, perizie, spedizioni e notifiche etc.

- alcuni aspetti procedurali, tra cui in particolare l’esecuzione della sentenza, in ipotesi di inosservanza della parte soccombente, che richiede un’ ulteriore azione, generalmente nel Paese di residenza del convenuto, che può vanificare tutti i vantaggi di economicità e rapidità della procedura – inducendo così i consumatori a rinunciare alla tutela dei propri diritti;

- alcune difficoltà tecniche nello svolgimento delle fasi procedurali (es. in caso di udienza a distanza); ecc.

Tutto ciò, in un contesto in cui è invece avvertita da parte dei consumatori l’esigenza di strumenti di tutela e risarcimento efficaci, come riportato dalle indagini e dai rapporti periodici sullo stato del Mercato Unico della Commissione Europea (cfr. Eurobarometro, Consumer Markets Scoreboard, etc.): sui mercati nazionali circa il 20% dei consumatori europei afferma di aver riscontrato dei problemi negli scorsi 12 mesi per quanto riguarda un bene, un servizio, un fornitore o un rivenditore. Per ognuno di questi casi si calcola una perdita media di €375. Il 60% dei consumatori intervistati ha raggiunto una soluzione soddisfacente direttamente trattando con il venditore, ma il restante 40% non ha avuto successo e di questi il 25% non ha nemmeno tentato di sporgere reclamo. La cifra di consumatori che citano le aziende in giudizio in caso di reclamo è molto bassa (il 2% di quelli che sono incorsi in problemi lo scorso anno). Molti hanno affermato di non aver avviato un percorso giudiziario perché la somma in gioco era troppo bassa (26%), alcuni perché le spese legali sarebbero state troppo elevate rispetto al valore della controversia (13%) e altri ancora perché il tempo da impiegare sarebbe stato eccessivo (12%).

Per questo la Commissione europea intende intervenire con forza sulla questione:

il Vice Presidente Viviane Reding, Commissaria europea per la Giustizia ha affermato: “I consumatori europei dovrebbero sentirsi sicuri negli acquisti transfrontalieri di beni e servizi nel Mercato Unico, senza dover affrontare rischi aggiuntivi. In caso di problemi, dovrebbero poter sottoporre i propri reclami nei tribunali europei rapidamente e in modo semplice. Il procedimento europeo per le controversie di modesta entità aiuta i consumatori a ricevere il giusto risarcimento da una controparte estera. Ma c’è ancora del lavoro da fare per rendere la procedura operativa per i consumatori. Gli Stati membri dovrebbero assicurarsi che il proprio sistema giudiziario sia a conoscenza del procedimento europeo per le controversie di modesta entità in modo che possa aiutare le persone a far valere con successo i propri diritti”;       

mentre il Commissario per la Salute e la Tutela dei Consumatori John Dalli ha dichiarato: “I consumatori che vogliano trarre vantaggio dalle opportunità offerte dal Mercato Unico devono poter contare su una varietà di strumenti effettivi ed efficaci di risarcimento. Sono deluso dal constatare un tale carente livello di assistenza ai consumatori che abbiano tentato di avviare un procedimento europeo per le controversie di modesta entità. Oggi, ogni minima somma di denaro è importante e non ottenere il giusto risarcimento da parte dei consumatori danneggia le tasche, lede la fiducia e rallenta la crescita europea.”        

Quali i prossimi passi delle istituzioni europee

La Commissione Europea lavorerà con gli Stati Membri per assicurare l’applicazione della procedura e accrescerne la consapevolezza tra i cittadini. In particolare, la Commissione:

-   lavorerà con le autorità giudiziarie per promuovere la procedura;

-   pubblicherà nel 2012 una guida pratica per consumatori e operatori del diritto;

-   lavorerà per diffondere l’informazione sui moduli esistenti e per renderli disponibili online in 22 lingue ufficiali, attraverso il Portale Giudiziario europeo, al fine di facilitare la registrazione del reclamo e per permettere una migliore comprensione dello svolgimento della procedura;

-   lavorerà con i Centri Europei Consumatori perché promuovano attivamente la procedura tra consumatori e giudici competenti;

-   incoraggerà i Centri Europei Consumatori perché diano assistenza concreta ai consumatori su come usare la procedura nei singoli casi

-   presenterà un rapporto di valutazione sul funzionamento della procedura (incluse le spese legali, i tempi e la facilità di utilizzo della procedura) e se necessario ne rivedrà le fasi procedurali per renderla più efficace per i consumatori, ad esempio aumentando la soglia di €2000 per coprire reclami di entità maggiore o semplificando i moduli da usare per avviare la procedura.

Ma ci sono anche storie di successo…

Un consumatore austriaco ha ordinato indumenti per il surf da un sito tedesco pagando €228 via bonifico bancario. Il trader non ha mai consegnato la merce, né ha rimborsato il consumatore. Su consiglio del CEC tedesco il consumatore ha utilizzato il Procedimento per le controversie di modesta entità. Il tribunale austriaco competente di Linz ha emesso un giudizio favorevole al consumatore, che è stato eseguito dalle autorità tedesche di Charlottenburg. Il consumatore ha infine ricevuto il rimborso dell’importo corrisposto.

La prospettiva delle Associazioni di consumatori: al di là degli strumenti giudiziari, le Conciliazioni Paritetiche vantano già i requisiti di efficacia ed efficienza auspicati dalle istituzioni europee  

Le small claims in Italia – sostiene Pietro Giordano, Segretario Generale Adiconsum - hanno trovato nella Conciliazione Paritetica la via per una reale tutela dei consumatori nel caso di contenziosi economici di piccola entità con le aziende di molti settori ed in particolare nel settore della telefonia e ciò a giudizio di Adiconsum non è avvenuto casualmente, ma in quanto in tale settore produttivo vige l'obbligatorietà della conciliazione.

In presenza di small claims è illusorio immaginare che esse possano trovare soluzioni eque se vengono affidate ai tribunali ed alla giustizia civile in generale, per i costi diretti come le parcelle degli avvocati e per i tempi della stessa giustizia pubblica.

Onerosità economiche anche indirette che finiscono col pesare enormemente sui costi della giustizia che ormai risulta inefficace anche per l'estremo numero di cause pendenti sull'intero sistema giudiziario italiano.

Costi della giustizia pubblica che si moltiplicano esponenzialmente quando il contenzioso diventa transfrontaliero e quindi incapace di dare giustizia reale ai consumatori europei.

Adiconsum è convinta che solo la sussidiarietà tra le Istituzioni pubbliche e corpi intermedi della società, come le Associazioni imprenditoriali, possa dare soluzioni come la conciliazione paritetica transnazionale e l'Istituzione di Fondi Europei e nazionali capaci di intervenire a tutela dei consumatori e delle aziende sane dei vari settori.

Fondi solidaristici alimentati dalle multe nei confronti delle aziende che hanno violato le norme a tutela dei consumatori, ma anche da una contribuzione di minima quantità economica (da 0,10 a 0,50 euro) ad esempio a tratta aerea, ferroviaria, ecc. a carico di imprese e consumatori, capaci di intervenire a tutela di turisti, passeggeri, consumatori in genere.

La conciliazione paritetica è l'unico strumento possibile ad avviso di Adiconsum, uno strumento agile capace di risolvere i contenziosi in tempi rapidi (30-45 giorni), gratuito o poco oneroso e gestito tra le parti e cioè tra i rappresentanti delle aziende e quelli dei consumatori, cioè da chi conosce il settore e lo vive quotidianamente, non affidandosi tanto alle norme di legge ma alla reciproca volontà della risoluzione dello stesso con una reciproca soddisfazione.

Una buona pratica che sempre più fa comprendere alle aziende come il cliente-consumatore sia la vera ricchezza ed il vero patrimonio dell'attività imprenditoriale e che la sua soddisfazione, anche in occasione di un contenzioso, produce nei fatti indubbi benefici economici e di immagine.

Anche in questo caso l'ECC-Net Italia, quale strumento di supporto alle strategie conciliative, ha avuto e sempre di più potrà avere un ruolo cardine.

Per maggiori informazioni:

www.ecc-netitalia.it : Presso la sede di Roma del Centro ECC-Net sono disponibili delle copie cartacee della versione precedente del rapporto, in italiano, pubblicata ad inizio anno. 

Commissione Europea (DG Justice) – Small Claims Procedure:

http://ec.europa.eu/justice/civil/commercial/eu-procedures/index_en.htm  

Portale Giudiziario europeo – modulistica per la Small claims:

https://e-justice.europa.eu/content_small_claims_forms-177-it.do

Report della rete ECC-Net:
http://ec.europa.eu/consumers/ecc/consumer_reports_en.htm

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