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Procedimenti per infrazione iniziati in novembre: principali decisioni

Nel mese di novembre, la Commissione europea ha dato avvio ad alcuni procedimenti di infrazione nei confronti di diversi Stati membri che non hanno adempiuto agli obblighi loro attribuiti dalla legislazione dell'Unione.

Tali decisioni, riguardanti vari settori, sono volte a garantire la corretta applicazione della legislazione UE a beneficio dei cittadini e delle imprese.

La Commissione ha adottato 199 decisioni, compresi 48 pareri motivati e 7 deferimenti (5 dei quali comprendenti sanzioni pecuniarie) alla Corte di giustizia dell'Unione europea. Si riporta di seguito una sintesi delle principali decisioni adottate.

Per maggiori delucidazioni sul procedimento per infrazione si rinvia a MEMO/12/12.

 3.                 Pareri motivati

·                    Ambiente: la Commissione chiede a AUSTRIA, GERMANIA e ITALIA di notificare il recepimento delle norme modificate dell'UE relative alla limitazione delle emissioni di composti organici volatili

Entro il 10 giugno 2012 gli Stati membri erano tenuti a recepire un emendamento del 2009 alle norme dell'UE relative alla limitazione delle emissioni di composti organici volatili. L'Austria, la Germania e l'Italia non hanno notificato alla Commissione le misure legislative di recepimento delle modifiche apportate alla direttiva sulle vernici. Tale direttiva, limitando le immissioni nell'atmosfera di composti organici volatili, rappresenta uno strumento fondamentale per tutelare l'ambiente e la salute delle persone. Nonostante le lettere di messa in mora della Commissione, l'Austria, la Germania e l'Italia non hanno ancora notificato le disposizioni nazionali di applicazione. La Commissione ha emesso pertanto un parere motivato (la seconda fase nell'ambito dei procedimenti per infrazione dell'UE). Tali paesi hanno ora due mesi per rispondere. In mancanza di una risposta soddisfacente, la Commissione può decidere di adire la Corte di giustizia dell'UE.

(per maggiori informazioni: J. Hennon - Tel. +32 229 53593 - Cell. +32 498 95 3593)

·                    Ambiente: la Commissione sollecita l'ITALIA a modificare la normativa in materia di acque di balneazione

La normativa dell'UE in materia di acque di balneazione obbliga gli Stati membri a collaborare e a scambiarsi informazioni nel caso in cui un bacino idrografico comporti un impatto transfrontaliero sulla qualità delle acque di balneazione. La Commissione europea ritiene che gli strumenti di recepimento italiani di detta normativa non contengano tali disposizioni e ha comunicato all'Italia queste conclusioni in una lettera di messa in mora nel gennaio di quest'anno. La Commissione ha emesso ora un parere motivato (la seconda fase nell'ambito dei procedimenti per infrazione dell'UE) in quanto apparentemente non è stato ancora adottato il pertinente emendamento legislativo. L'Italia ha due mesi per rispondere. In mancanza di una risposta soddisfacente, la Commissione può decidere di adire la Corte di giustizia dell'UE.

(per maggiori informazioni: J. Hennon - Tel. +32 229 53593 - Cell. +32 498 95 3593)

·                    Ambiente: la Commissione chiede all'ITALIA di migliorare il recepimento delle norme UE in materia di pile e accumulatori

La Commissione europea ritiene che la legislazione italiana in materia di pile non sia conforme alle norme europee. In virtù di tale direttiva, i fabbricanti sono obbligati a indicare chiaramente il contenuto di piombo, mercurio e cadmio in maniera visibile, leggibile e indelebile. Le autorità italiane hanno riconosciuto che la legislazione italiana non provvede in tal senso, ma, nonostante una lettera di messa in mora della Commissione al riguardo, l'opportuno emendamento legislativo non è stato ancora adottato. La Commissione ha emesso pertanto un parere motivato (la seconda fase nell'ambito dei procedimenti per infrazione dell'UE). L'Italia ha ora due mesi per rispondere.

(per maggiori informazioni: J. Hennon - Tel. +32 229 53593 - Cell. +32 498 95 3593)

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