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SHOPPER IN PLASTICA, STOP DELL’UNIONE EUROPEA

Fino all'80% di sacchetti in plastica in meno entro il 2019.

 Ogni anno, in Europa, sono più di 8 miliardi i sacchetti di plastica che finiscono tra i rifiuti, causando enormi danni ambientali, in particolar modo all’acqua e agli ecosistemi acquatici. 

Una buona notizia, per fortuna, arriva dal Parlamento europeo, che nel corso della sessione plenaria del 14-17 aprile scorso, ha approvato in prima lettura la direttiva sugli shopper, che mette al bando in tutta Europa gli inquinanti sacchetti in plastica non biodegradabile. Gli eurodeputati, nello specifico, hanno votato per la riduzione del 50% dei sacchetti in plastica leggera entro il 2017 (rispetto ai numeri del 2010, che hanno stimato un’introduzione sul mercato di circa 200 sacchetti per cittadino europeo), e fino all’80% entro il 2019.

La proposta approvata prevede anche un meccanismo di spese obbligatorie legate al settore alimentare e di spese supplementari per i settori non alimentari, e, al contrario, di agevolazioni per i sacchetti biodegradabili.

I sacchetti per frutta e verdura saranno progressivamente sostituiti da quelli biodegradabili o in carta riciclata entro il 2019.

L'approvazione definitiva della direttiva dovrebbe avvenire nei prossimi mesi, nel corso del semestre di presidenza Ue dell'Italia (che, in tema di sacchetti di plastica, ha fatto scuola, essendo il primo Paese europeo a prevederne il divieto).

 

 

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