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AUTONOLEGGIO, BRUXELLES BACCHETTA 6 COMPAGNIE

No alle discriminazioni basate sulla cittadinanza del consumatore.

Tariffe differenziate a seconda della nazionalità o del Paese di residenza: una discriminazione ingiustificata che impedisce ai consumatori di diversi Stati membri Ue di poter beneficiare delle tariffe più convenienti quando prenotano un’auto a noleggio su internet (ad es., il noleggio di un’auto nel Regno Unito, ad un cittadino tedesco, può costare fino al 100% in più di quanto invece costerebbe ad un cittadino inglese).

Nonostante la Direttiva Servizi (2006/123/UE, recepita in Italia con il d.lgs. 59/2009) vieti espressamente alle aziende discriminazioni ingiustificate nell’accesso ai servizi basate sulla cittadinanza o residenza dei consumatori, le segnalazioni dei cittadini discriminati, soprattutto nel settore dell’autonoleggio, continuano ad arrivare numerose alla Commissione europea. Ecco perché Jonathan Faull, Direttore generale del Dipartimento Mercato interno e Servizi, ha inteso “ribadire il concetto” inviando una lettera ai vertici di 6 società internazionali di autonoleggio che offrono servizi ai consumatori in tutti gli Stati membri Ue (Sixt, Enterprise, Goldcar, Europcar, Hertz e Avis), esortandoli ad “interrompere le loro pratiche discriminatorie che impediscono ai consumatori in diversi Stati membri di beneficiare delle opportunità offerte dal mercato unico”

La prassi contestata, in particolare, è quella del reindirizzamento automatico a seguito dell’identificazione dell’indirizzo IP del consumatore sulla pagina internet predisposta per quel determinato Paese di residenza: a seconda dell’indirizzo IP rilevato può accadere o che al consumatore venga impedito di concludere la prenotazione online, o che, a seguito dell’inserimento del luogo di residenza (anche senza il reindirizzamento automatico), gli venga imposto un prezzo finale diverso.

Una discriminazione inaccettabile in un mercato unico, che, secondo il Vice Presidente della Commissione Europea Michel Barnier, “dovrebbe essere una realtà quotidiana, non solo per le grandi aziende internazionali, ma anche per i consumatori in Europa”.

 

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