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FORNITURA DI SERVIZI NON RICHIESTI: L’AGCM SANZIONA GLI OPERATORI TELEFONICI

Nell’adunanza del 13 gennaio 2015 l’Autorità garante della Concorrenza e del Mercato ha adottato un provvedimento sanzionatorio nei confronti dei principali operatori di telefonia mobile i quali avrebbero commercializzato servizi premium a sovrapprezzo attraverso pratiche commerciali che l’Autorità ha giudicato scorrette.

L’indagine è stata avviata a seguito delle numerose segnalazione pervenute all’Antitrust, nel corso del 2014, non solo da parte delle associazioni dei consumatori ma anche dei singoli utenti di telefonia mobile che si vedevano addebitare sul credito telefonico della propria sim, servizi a pagamento quali giochi e video, accessibili durante la navigazione in mobilità mediante banner, pop up e landing page senza, tuttavia, aver prestato  il consenso all’acquisto.

Dalle indagini effettuate dall’’Autorità, supportata dalla Guardia di finanza (Gruppo Antitrust – Nucleo speciale Tutela mercati), è emerso che Telecom, Wind, Vodafone e H3G hanno da un lato, omesso di informare i consumatori che il contratto di telefonia mobile sottoscritto pre-abilita la sim alla ricezione dei servizi a sovrapprezzo e che è possibile attivare un blocco per impedire tale ricezione in modo che l’utente che voglia utilizzare questi servizi debba attivarsi mediante una richiesta esplicita di adesione. Dall’altro i quattro operatori telefonici hanno adottato un comportamento qualificato come aggressivo, consistente nell’attuazione di una procedura automatica di attivazione del servizio e di fatturazione in assenza di qualsiasi autorizzazione da parte del consumatore/cliente al pagamento, nonché di qualsiasi controllo sulla attendibilità delle richieste di attivazione provenienti da soggetti quali i fornitori di servizi estranei al rapporto negoziale fra utente e operatore.

Così facendo ne hanno tratto un specifico vantaggio, a danno dei consumatori, in quanto hanno ricevuto un elevata percentuale dei ricavi ottenuti dai terzi fornitori dei servizi a pagamento erogati.

Nei confronti delle società H3G e Tim la pratica si è articolata in un’ulteriore condotta consistente nella diffusione di messaggi che omettono informazioni rilevanti o che determinano l’accesso e l’attivazione del servizio a sovrapprezzo senza un’espressa manifestazione di volontà da parte dell’utente.

Ai sensi del Codice del Consumo, l’Agcm ha giudicato questa pratica contraria alla diligenza professionale e idonea a falsare in misura apprezzabile il comportamento economico del consumatore. La stessa Autorità ne ha vietato perciò la diffusione o continuazione, oltre a irrogare una sanzione pari a 1.750.000 euro ciascuno per Telecom e H3G e a 800.000 euro ciascuno per Wind e Vodafone. Agli operatori è stato poi richiesto di comunicare, entro 60 giorni le iniziative assunte per ottemperare alla diffida.

 

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