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MONITORAGGIO DELL'APPLICAZIONE DEL DIRITTO DELL'UE: ADOTTATA LA RELAZIONE ANNUALE

Occupazione, mercato interno e giustizia sono i temi principali delle segnalazioni  presentate nel 2014 dai  cittadini europei per violazioni presunte del diritto UE. E’ quanto emerge  dalla 32a relazione annuale sul controllo dell’applicazione del diritto dell’Unione europea adotta oggi dalla Commissione Europea. Il rapporto evidenzia, tuttavia, una diminuzione del numero di procedure formali di infrazione per ritardo nel recepimento delle direttive grazie anche all’EU Pilot , un sistema di cooperazione con gli Stati membri  creato per far sì che i problemi dei cittadini e delle imprese vengano risolti nel modo più rapido, più semplice e più efficace possibile. I ritardi nel recepimento del diritto dell’Unione impediscono, di fatto,  ai cittadini e alle imprese di beneficiare dei vantaggi offerti dal diritto dell’Unione, incidono negativamente sulla certezza giuridica complessiva e pregiudicano la parità di condizioni nel mercato interno. Ecco perché la Commissione è costantemente  impegnata nella lotta al recepimento tardivo delle direttive da parte degli Stati membri  facendo altresì pieno uso del sistema delle sanzioni finanziarie introdotto con il trattato di Lisbona. Quattro i casi (nei confronti di Belgio, Irlanda e Finlandia) deferiti alla Corte di giustizia dell’Unione Europea per l'applicazione di sanzioni finanziarie mentre rientrano tra gli esempi di ritardi di recepimento la direttiva sui requisiti patrimoniali, sui diritti dei consumatori, sull’assistenza sanitaria transfrontaliera o sui rifiuti di apparecchiature elettriche ed elettroniche .

Nei confronti dell’Italia il numero complessivo di procedure d’infrazione pendenti ha raggiunto il suo livello più basso nel quinquennio  e si sono ulteriormente ridotti anche i nuovi casi d’infrazione dovuti al recepimento tardivo (22 procedure), raggiungendo il livello più basso degli ultimi cinque anni.  Salute e consumatori, trasporti, affari interni i principali ambiti in cui l’Italia ha tardato nell’applicazione del diritto dell’Unione.

 Leggi il comunicato stampa della Commissione Europea

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