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L’ECONOMIA CIRCOLARE PER IL FUTURO DELL'UNIONE EUROPEA

euro economyRisparmio, sviluppo economico e maggior tutela dell’ambiente.

Nel luglio scorso, il Parlamento europeo ha approvato, con un voto a larga maggioranza, una risoluzione sull’economia circolare, tesa al risparmio energetico, alla condivisione delle risorse, alla lotta allo spreco ed alla tutela dell’ambiente: ecodesign, rifiuti zero e sostenibilità.

Lo scopo è quello di stimolare la crescita e lo sviluppo dell’economia globale europea, oltre, ovviamente, ad una maggior tutela dell’ambiente.

Soluzioni in questo senso sono già state adottate, come il car sharing e le automobili senza conducente, i veicoli elettrici, la produzione e l’impiego di materiali innovativi nell’agricoltura e nell’edilizia per il risparmio dei costi di produzione ed energetico.

Già appare chiaro come tali interventi portino, di fatto, ad una notevole riduzione dei costi. I tre settori nei quali ciò potrà maggiormente avvenire sono la mobilità, i prodotti alimentari e l’edilizia.

Risulta, infatti, da recenti ricerche in merito, che interventi sistemici in questa direzione porterebbe entro il 2030 ad un risparmio annuo di quasi 1000 miliardi di euro.

Si consideri che ciascun cittadino europeo consuma quasi quattordici tonnellate di materie prime e produce circa cinque tonnellate di rifiuti all'anno. A fronte dell’esaurimento graduale delle risorse sul nostro pianeta, tali dati paiono davvero inquietanti. Ma moltissimi materiali possono essere riutilizzati, riciclati, i prodotti riparati, riducendo in questo modo la quantità dei rifiuti.

Gli interventi pensati dal Parlamento, puntano sostanzialmente all’eco-design, per riparare e riutilizzare i prodotti, a materiali più resistenti e che durino più a lungo, ad una migliore gestione dei rifiuti, al leasing e la condivisione dei beni (dall’abbigliamento alle auto ecc).

Ovviamente, una tale trasformazione coinvolgerà la società nel suo complesso ed ogni singolo ambito normativo, economico, sociale ed educativo, dovrà necessariamente essere coinvolto.

Dai produttori ai consumatori, tutti noi dovremo cambiare approccio e passare dal consumismo al suo opposto, all’economia circolare, per l’appunto. 

 

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