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COMMERCIO ELETTRONICO E CONTENUTI DIGITALI: LA COMMISSIONE EUROPEA PROPONE NORME COMUNI A TUTTA L’UE

commercio elettronicoCommercio elettronico e contenuti digitali: la Commissione propone norme comuni a tutta l’UE

Il 9 dicembre 2015, la Commissione Europea ha presentato due proposte normative tese a superare alcuni dei maggiori ostacoli al commercio elettronico transfrontaliero nell’UE, puntando, da un lato, ad una maggior tutela dei consumatori che acquistano on line e, dall’altro, alla crescita ed all’espansione delle imprese che vendono on line. Le proposte rientrano, per l’appunto, nella strategia per il mercato unico digitale, il cui ruolo è fondamentale per lo sviluppo economico e l’occupazione in tutta Europa.

Molte delle barriere che si frapponevano ad una libera circolazione di beni e servizi tra gli Sati membri sono state progressivamente abbattute, soprattutto grazie ad internet, e sia consumatori che imprese ne hanno beneficiato. I consumatori, infatti, godono attualmente di una vastissima gamma di beni e servizi, i prezzi sono spesso concorrenziali (ad esempio, le tariffe aeree o del roaming si sono abbassate) e, grazie al web, possono fare acquisti in altri Stati direttamente da casa. Per contro, le imprese hanno potuto esportare i propri prodotti all’estero, espandendo ed accrescendo la propria attività.

Ma una delle barriere che ancora persiste e che ostacola gli scambi transfrontalieri, è rappresentata dalla frammentazione e dalle differenze tra gli ordinamenti giuridici nazionali e, più specificamente, tra le norme nazionali che disciplinano le transazioni commerciali e la contrattualistica che ne sta alla base.

Si pensi a tutte le problematiche che insorgono quotidianamente tra consumatori e imprese relativamente alla conclusione o risoluzione del contratto, oppure in caso di mancata consegna del bene o qualora il bene sia difettoso, che necessitano di norme comuni che ne disciplinino ogni singolo aspetto. Infatti, anche se la normativa europea attualmente vigente prevede una disciplina di base comune, molti sono ancora gli aspetti che ogni Stato membro regola in maniera diversa.

Ma, soprattutto, la normativa vigente mal si adatta ai nuovi beni e servizi offerti dal mercato digitale ed alla relativa forma contrattualistica (ad esempio, i prodotti digitali del cloud), e la maggior parte degli Stati membri non dispone di alcuna legislazione in questo settore. Manca la cosidetta certezza del diritto. Ciò comporta sia alti costi ed incertezza per le imprese, sia la mancanza di fiducia dei consumatori verso l’utilizzo di determinati prodotti digitali.

Le proposte adottate ieri dalla Commissione vanno proprio in tale direzione e tendono quindi ad uniformare la normativa che disciplina sia la vendita dei contenuti digitali, sia le vendite dei beni online in generale.

Lato consumatori, tra le più importanti modifiche/integrazioni alla normativa europea vigente, la Commissione propone:

Inversione onere della prova del difetto del bene: si prevede che per tutta la durata della garanzia legale (24 mesi), il consumatore goda della presunzione di non conformità del bene acquistato, senza dover provare che il difetto di conformità era già esistente al momento della consegna. Attualmente, invece, la normativa italiana (Codice del Consumo) prevede che tale presunzione valga solo per i primi 6 mesi dalla consegna, mentre nei 18 mesi successivi potrebbe doverlo dimostrarlo;

 

- Diritti chiari e specifici per il contenuto digitale: la proposta prevede che il consumatore che ha acquistato un prodotto digitale on line che non funziona, possa ottenere dal venditore la risoluzione del contratto ed essere totalmente rimborsato, qualora non sia possibile risolvere i problemi che ne impediscono l’utilizzo. Attualmente, invece, i venditori danno solo la possibilità di ottenere uno sconto per scaricare altri contenuti digitali in futuro.

 

La sintesi degli intenti della Commissione è contenuta nella dichiarazione del Vicepresidente per il Mercato unico digitale Andrus Ansip, che ha dichiarato: "Quando si scarica un film o della musica, devono funzionare. Se ciò non avviene, bisogna poter risolvere il contratto ed essere rimborsati. Le proposte odierne apporteranno maggiori diritti ai consumatori per quanto riguarda l'ambiente online – consentendo loro di godere in piena fiducia dei prodotti e dei servizi provenienti da altri paesi dell'UE. Le imprese, soprattutto le più piccole, possono crescere operando oltre frontiera con costi minori, contando su un insieme comune di norme europee invece che su un patchwork di leggi nazionali. " 

Così come ha dichiarato, per altro, Vĕra Jourová, Commissaria per la Giustizia, i consumatori e la parità di genere : "Le proposte odierne incoraggeranno i consumatori ad acquistare all'estero e semplificheranno il lavoro delle imprese, soprattutto delle PMI, che vendono online in tutta l'Europa. I consumatori beneficeranno di norme semplici e più moderne, e le imprese avranno maggiore certezza del diritto e modalità più facili e meno onerose per espandere le loro attività. Ciò a sua volta comporterà una maggiore scelta a prezzi competitivi per i consumatori." 

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