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SALDI: LA CONVENIENZA NON LIMITA I NOSTRI DIRITTI DI CONSUMATORI

saldiCome ogni anno sono iniziati i saldi di fine stagione e quale momento migliore per ricordare i vostri diritti di consumatore in caso di problemi con gli acquisti effettuati?

Al di là delle specifiche previsioni normative che riguardano i saldi, quali l’obbligo  di indicare sul cartellino della merce il prezzo originario, il prezzo scontato e la percentuale di sconto, l’obbligo di mantenere ben separata la merce a prezzo pieno da quella scontata, è comunque sempre applicabile la vigente normativa a tutela del consumatore sulla vendita e sulla garanzia post vendita.

Ricordiamo che il commerciante è obbligato ad accettare sempre e comunque le carte di credito, se espone la relativa vetrofania, indipendentemente dal periodo e dagli sconti praticati, e che è possibile pagare con il bancomat importi pari o superiori ai 5 euro.

Per gli acquisti effettuati presso il negozio, ricordiamo che il commerciante non ha l’obbligo di accettarne la restituzione, ma se promette di sostituire la merce acquistata perché, per esempio, la taglia non è quella giusta o il colore non vi convince, è impegnato a mantenere questa promessa che, di fatto, consiste in un obbligo contrattualmente assunto.

Il prodotto difettoso o comunque non corrispondente alle qualità promesse o non conforme ai requisiti richiesti dal consumatore al momento dell'acquisto è garantito per 24 mesi e vi sono due mesi di tempo dalla scoperta del difetto per riportarlo in negozio. La circostanza che il bene sia stato acquistato in saldo non significa affatto che non possa essere sostituito. I cartelli con scritte del tipo "la merce in saldo non si cambia per alcun motivo, il cliente deve controllarla prima di uscire dal negozio" sono abusivi e non hanno alcun valore legale. Capita, tuttavia, soprattutto nel settore dell’abbigliamento, che vengano messi in vendita capi indicati come di seconda scelta o fallati; in questo caso, il consumatore è preventivamente informato ed è quindi consapevole del difetto e, di conseguenza, non può beneficiare della garanzia legale (riparazione, sostituzione o restituzione del bene difettoso).

Gli acquisti transfrontalieri

Quando i problemi insorgono in seguito ad un acquisto online o ad un acquisto effettuato durante un viaggio in un altro Paese europeo, la distanza che ci separa dal venditore dopo il rientro non deve essere in nessun modo un ostacolo all’esercizio dei nostri diritti. In ambito europeo i consumatori hanno gli stessi diritti di base: il diritto a ricevere informazioni dettagliate sul prodotto da acquistare; il diritto di chiedere la riparazione o la sostituzione del prodotto gratuitamente se risulta difettoso; il diritto di restituirlo entro 14 giorni se lo si è acquistato a distanza; il diritto ad essere assistiti dalla nostra Rete (ECC-Net) che fornisce gratuitamente consulenza e assistenza, nonché suggerimenti su come evitare o risolvere i vostri problemi di consumo transfrontaliero. Se come consumatori avete effettuato un acquisto in un Paese europeo diverso dal vostro, se avete un problema e non siete riusciti a risolverlo direttamente con il venditore, il Centro  europeo consumatori Italia può aiutarvi a trovare una soluzione amichevole e consigliarvi su come accedere ad una procedura di risoluzione extragiudiziale delle controversie (ADR) con un notevole risparmio di denaro, tempo ed evitando lo stress che altrimenti comporterebbe una procedura giudiziale.

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