Saldi invernali: cosa devi sapere per non ricevere un “pacco”

News saldi In tutta Italia, da circa un mese, è in corso il tanto atteso appuntamento con i saldi invernali, occasione perfetta per accaparrarsi l’oggetto dei propri desideri ad un prezzo scontato e vantaggioso. Il mare magnum delle grandi offerte tuttavia, miete spesso delle vittime; ad un aumento degli acquisti, on-line e “offline” durante i saldi, corrisponde infatti l’incremento del numero di richieste che il Centro Europeo Consumatori Italia riceve in merito a prodotti difettosi, mancate consegne, pratiche commerciali scorrette e diritto di recesso. Solo nel 2020 sono state fornite ben 2496 consulenze proprio su tali problematiche e sulla base di questa evidenza, il Centro Europeo Consumatori Italia, da sempre impegnato in una costante attività di informazione preventiva, chiarisce i principali dubbi dei consumatori.

Garanzia legale e diritto di recesso

Ho acquistato online un paio di pantaloni, taglia M, ma mi sono stati recapitati dei pantaloni taglia L. Ho intenzione di restituirli: garanzia legale o recesso?

In questo caso il prodotto che hai ricevuto non corrisponde a quello che hai ordinato; si configura una chiara ipotesi di non conformità. Grazie alla garanzia legale, non devi sostenere alcun costo per spedire indietro il bene, ma il venditore non è obbligato a rimborsarti il prezzo: può infatti spedirti i pantaloni della taglia corretta.

Ho acquistato online un paio di pantaloni, taglia M, ma, una volta ricevuti e indossati per una prova, mi rendo conto che non mi donano affatto. Garanzia legale o recesso?

In questo caso hai ricevuto esattamente il prodotto che hai ordinato, ma semplicemente hai cambiato idea. Nessun problema: grazie al diritto di recesso, puoi rispedirlo al venditore, che ti rimborserà il prezzo pagato, tasse e spese di spedizione incluse. Il costo per spedire indietro il prodotto tuttavia, sarà a tuo carico, a meno che il venditore abbia omesso di informarti di ciò o a meno che non si sia offerto di sostenere egli stesso questo costo.

Ho acquistato online una borsa. Dopo la consegna, mi accorgo di aver ricevuto un bene contraffatto… e non era certo mia intenzione acquistare un fake!

La borsa ricevuta non è conforme a quella ordinata. Grazie alla garanzia legale, il venditore ha l’obbligo di sostituire il prodotto contraffatto con quello originale; se non è in grado, ha l’obbligo di rimborsarti totalmente.

Ho acquistato una borsa in un negozio. Una volta a casa, ho realizzato che l’acquisto era davvero superfluo, mi sono pentito ed ho cambiato idea; vorrei restituire il prodotto.

Poiché hai acquistato la borsa fisicamente in negozio, non puoi esercitare il diritto di recesso. Inoltre, dal momento che la borsa non presenta alcun difetto di conformità, non puoi avvalerti neanche dei rimedi previsti dalla garanzia legale. Ricorda tuttavia che, sebbene non esista un obbligo in tal senso, molti venditori acconsentono ad effettuare cambi o persino a concedere un rimborso, o in denaro o mediante dei buoni o crediti da spendere in negozio.

Ho acquistato online un vestito a prezzo scontato; voglio restituirlo ma il venditore non me lo consente perché ho acquistato il capo in saldo: è corretto?

No; il diritto di recesso non subisce limitazioni nel caso in cui il prodotto sia stato acquistato in saldo. Le eccezioni possibili sono previste dalla legge ( prodotti personalizzati, confezionati su misura, beni che non si prestano ad essere restituiti per motivi igienici… ) e, soprattutto, devi essere adeguatamente informato sulle limitazioni al recesso prima della conclusione del contratto.

Pratiche commerciali scorrette (?)

Ho acquistato online una lavastoviglie di ultima generazione all’incredibile prezzo di 10 centesimi, ma il venditore ha annullato l’ordine “a causa di un errore”; ho diritto a ricevere comunque la lavastoviglie a quel prezzo?

“Incredibile”, in questo caso, è proprio l’aggettivo giusto; il consumatore ha certamente diritto di acquistare il prodotto al prezzo pubblicizzato, tuttavia nel caso di errore riconoscibile, cioè di un errore che in relazione alle circostanze e al contenuto del contratto potrebbe facilmente essere rilevato da un consumatore medio, il venditore potrebbe avere diritto ad annullare l’acquisto. A stabilirlo è l’art. 1431 del Codice Civile anche se non esistono parametri oggettivi e definiti applicabili sempre e comunque; la riconoscibilità dell’errore deve essere valutata in base al singolo caso concreto. L’ipotesi di un elettrodomestico di ultima generazione il cui valore di mercato è superiore ai 1000 euro ma la cui vendita è offerta a 10 centesimi potrebbe ben rappresentare un caso di errore riconoscibile.

Ho acquistato online un pezzo di ricambio per la mia automobile, ma successivamente il venditore ha annullato l’ordine perché il prodotto non è disponibile e mi ha restituito il denaro; tuttavia io non voglio i soldi indietro, ho proprio bisogno di quel pezzo, posso obbligarlo a procurarmelo?

Può accadere che un venditore diligente sia costretto ad annullare un ordine per indisponibilità del prodotto; problemi logistici o di altra natura ( errare humanum est, dicevano i latini ) potrebbero infatti comportare tale inconveniente. Se il venditore immediatamente restituisce l’importo versato, non si è legittimati a pretendere la ricezione del prodotto; tuttavia, se la pubblicizzazione di prodotti non disponibili risulta essere non un episodio isolato ma un vero e proprio modus operandi del venditore, che magari tarda anche a restituire il prezzo, potremmo esserci imbattuti in una vera e propria pratica commerciale scorretta, passibile di segnalazione all’Autorità Garante della Concorrenza e del Mercato.

Su un e-shop polacco ho trovato un attrezzo agricolo che vorrei acquistare; il venditore tuttavia non consegna in Italia, sono vittima di geoblocking?

La normativa sul geoblocking vieta le discriminazioni ingiustificate basate sulla nazionalità, sul luogo di residenza o di stabilimento del consumatore, ma non obbliga il venditore a consegnare ovunque la propria merce; problemi di natura logistica, costi elevati o restrizioni di altra natura rendono infatti l’operatore commerciale libero di scegliere in quali paesi prevedere la spedizione e in quali no. Certamente il consumatore deve essere sempre adeguatamente informato prima della finalizzazione dell’acquisto e se ha la possibilità di organizzare autonomamente la consegna in uno stato in cui la spedizione è prevista, potrà senza limitazioni acquistare il bene e ritirarlo.

Ho acquistato un paio di occhiali da sole con il 30% di sconto; il giorno dopo, erano scontati del 50%. Posso chiedere il rimborso della differenza? Sono vittima una pratica commerciale scorretta?

Alcuni consumatori, sconsolati, riferiscono al Centro la loro delusione per aver acquistato un prodotto che, successivamente, viene offerto ad un prezzo più basso. Questa eventualità è molto frequente durante il periodo dei saldi, ma purtroppo non vi è molto da fare; il venditore è libero di determinare le offerte e di modificare i ribassi secondo le sue politiche commerciali, non vi è dunque alcun margine per chiedere rimborsi.

Mancata consegna

Ho acquistato online un paio di scarpe, la cui consegna era garantita in dieci giorni; è passato un mese e il venditore non risponde alle mie email. Ora non ho né la scarpe, né i soldi versati per acquistarle.

Il Codice del Consumo (art. 61) prevede espressamente l’obbligo per il venditore, di consegnare il prodotto al più tardi entro trenta giorni dall’acquisto; eventuali ritardi dovrebbero essere tempestivamente comunicati e ai solleciti o alle richieste del consumatore deve essere sempre fornito riscontro. Se entro 30 giorni dall’acquisto la merce non viene consegnata, hai diritto alla risoluzione del contratto e alla conseguente restituzione del prezzo versato.

Lunghe attese prima dalla ricezione del prodotto acquistato sono tipiche delle ipotesi di dropshipping, modello di vendita in base al quale l’operatore commerciale avente sede nell’UE vende al consumatore finale un prodotto, pur non avendone l’immediata disponibilità presso i propri magazzini; l’ordine viene dunque trasmesso ad un fornitore terzo, molto spesso ubicato in paesi extra-europei. In questi casi, ricorda che è possibile avvalersi delle garanzie previste a livello europeo poiché la controparte contrattuale cui riferirsi per eventuali reclami è il venditore online, non il terzo fornitore.

Ricorda: soprattutto quando si acquista online è bene non essere impulsivi e valutare dettagliatamente il sito del venditore. Segui i video-consigli del Centro Europeo Consumatori Italia!

Vuoi mettere alla prova le tue abilità di e-shopper? Simula l’acquisto di un paio di scarpe con il nostro divertente quiz interattivo e scopri quanto ne sai di shopping online!

 

 

 


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