Tik Tok e tutela dei minori: il Garante Privacy interviene ancora nei confronti del social network

TikTokChi di noi non si è, almeno una volta, imbattuto in un video di TikTok? Il social network in voga tra i giovanissimi conta al giorno d’oggi diversi milioni di utenti attivi che quotidianamente pubblicano brevi video a caccia di “likes”, vale a dire di istantanei click di gradimento del contenuto pubblicato da parte degli utenti del social medesimo. Fornire una spiegazione breve ed esaustiva delle dinamiche di un social network senza ricorrere a neologismi anglofoni rappresenta un’ardua impresa, espressiva (così come l’introduzione della maggior parte di essi nei dizionari) della dilagante misura in cui tali nuovi mezzi e sistemi di comunicazione permeino ormai la nostra intera esistenza. Nel particolare momento storico che attualmente viviamo, in cui siamo costretti a limitare al minimo la socialità “in presenza”, i social network ci aiutano ad abbattere le distanze e perché no, ad impiegare un po’ del nostro tempo libero, ma se tali considerazioni sono ormai note e diffuse, vi sono ancora aree oscure da esplorare, prima fra tutte, il trattamento dei dati e la protezione dei soggetti più deboli perché indifesi, i minori. A tale proposito le cronache recenti hanno riportato la triste notizia della morte di una bambina di soli dieci anni, utente  TikTok, che proprio a causa di una sfida lanciata attraverso tale canale, avrebbe preso parte ad un pericoloso gioco (le cosiddette “challenges”) terminato, purtroppo, con una irreversibile sconfitta. Tralasciando il triste merito della vicenda, l’accaduto non è sfuggito alla lente del Garante della Privacy, il quale è tornato a sollevare una questione di primaria importanza e cioè l’accesso ai social network da parte di soggetti con età inferiore a quella prevista dalle condizioni di utilizzo dello stesso. Già nel mese di dicembre, l’autorità era intervenuta nei confronti di TikTok avviando un procedimento a causa di “scarsa attenzione alla tutela dei minori, divieto di iscrizione ai più piccoli facilmente aggirabile, poca trasparenza e chiarezza nelle informazioni rese agli utenti, impostazioni predefinite non rispettose della privacy”.

 Nella nota ufficiale del Garante si legge che “Il divieto di iscrizione al di sotto dei 13 anni, stabilito dal social network, risulta infatti facilmente aggirabile una volta che si utilizzi una data di nascita falsa. Tik Tok di conseguenza non impedisce ai più piccoli di iscriversi né verifica che vengano rispettate le norme sulla privacy italiane, le quali prevedono per l’iscrizione ai social network il consenso autorizzato dei genitori o di chi ha la responsabilità genitoriale del minore che non abbia compiuto 14 anni. L’informativa rilasciata agli utenti - sottolinea inoltre il Garante - è standardizzata e non prende in specifica considerazione la situazione dei minori, mentre sarebbe necessario creare una apposita sezione dedicata ai più piccoli, scritta con un linguaggio più semplice e con meccanismi di alert che segnalino i rischi ai quali si espongono”.

Ad un mese esatto dall’avvio del primo procedimento, a seguito della recente tragedia, il Garante ha disposto il blocco immediato dell’uso dei dati degli utenti per i quali non sia stata accertata con sicurezza l’età anagrafica, intervenendo duramente al fine di “assicurare immediata tutela ai minori iscritti al social network presenti in Italia”.

Il blocco è stato disposto sino al 15 febbraio 2021 e TikTok non ha ancora presentato alcuna memoria difensiva; nell’attesa, il provvedimento di blocco sarà comunicato anche all’omologa autorità in Irlanda, stato in cui TikTok, di origine cinese, ha dichiarato di aver collocato il proprio stabilimento principale.

 

 

 


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