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Temo di esser stato vittima di una pratica commerciale sleale... come posso difendermi?

Se ritieni di essere stato vittima di un comportamento scorretto da parte di un venditore, la prima cosa da fare è rivolgerti alle associazioni nazionali dei consumatori, se la controversia è nata nei confronti di un tuo concittadino, o al Centro europeo Consumatori, per le questioni di natura transnazionale: avvocati e professionisti esperti in questioni consumeristiche potranno fornirti consigli utili ed accertare se per davvero il comportamento del negoziante possa essere considerato come pratica commerciale sleale ai sensi della direttiva 2005/29/CE.

Al fine di semplificare l'individuazione delle pratiche proibite e far sì che non vi siano differenze d'interpretazione tra i vari Stai Membri, un documento allegato alla direttiva 2005/29/CE ha provveduto a stilare una "lista nera" di 31 pratiche commerciali sempre e comunque proibite.

Chiarito ogni dubbio, il secondo fondamentale passo da compiere è la presentazione di un reclamo. Rivolgetevi alle associazioni a tutela dei consumatori al fine di ricevere adeguata assistenza e consulenza per la risoluzione extragiudiziale della vostra controversia, con notevoli vantaggi in termini di tempi e denaro. Qualora, poi, il vostro reclamo non dovesse avere esito positivo, potrete sempre adire la via giudiziale.

Infine, è importante segnalare il vostro caso all'Autorità garante della concorrenza e del mercato, affinché, in caso di profili particolarmente rilevanti, la vostra esperienza contribuisca all'avvio di specifici approfondimenti istruttori sul tema.

on 09/10/2015 by Redazione ECC NETITALIA
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