ECC logo IT

News

New Deal for Consumers: il Centro Europeo Consumatori alla tavola rotonda del Citizen’s Dialogue di Roma

Valutazione attuale: 0 / 5

Stella inattivaStella inattivaStella inattivaStella inattivaStella inattiva

New deals

Giovedì 4 ottobre, dalle ore 11:00, si terrà a Roma, presso il Ministero dello Sviluppo Economico, una delle ultime tappe del Citizen’s Dialogues, ciclo di incontri organizzato dalla Commissione al fine di illustrare ai cittadini i risultati concreti dell’impegno delle istituzioni europee a tutela del consumatore e ascoltare la loro opinione circa le possibilità di miglioramento e implementazione.

Sebbene la legislazione europea a tutela dei consumatori abbia finora garantito un livello di protezione sufficientemente adeguato, la Commissione ha deciso di intervenire dando nuovo impulso al sistema attraverso un pacchetto legislativo, definito “New Deal”, consistente in un insieme di misure innovative volte a garantire al consumatore europeo un rafforzamento dei propri diritti. Le nuove proposte perseguono inoltre il fondamentale obiettivo di realizzare un bilanciamento fra tutela del consumatore e oneri delle imprese, le quali attualmente risultano, in taluni ambiti, gravate da un inadeguato contemperamento fra gli interessi contrapposti, e che, a seguito dell’applicazione del New Deal, potranno operare all’interno di un quadro opportunamente regolamentato.

Particolare attenzione è dedicata ai mercati on-line, alla trasparenza delle transazioni e all’identità dei soggetti con i quali i consumatori concludono contratti; saranno inoltre aggiornate la normativa relativa ai concreti strumenti di tutela volti ad ottenere un risarcimento e quella riguardante le sanzioni, alle quali si cerca di conferire maggiore efficacia (è possibile approfondire i singoli punti https://www.ecc-netitalia.it/it/news-e-pubblicazioni/news/709-diritti-dei-consumatori-ue-la-commissione-propone-un-new-deal">qui).

Il Centro Europeo Consumatori parteciperà, in occasione della tappa italiana dei Citizen’s Dialogues, ad una tavola rotonda relativa agli effetti del New Deal con particolare riguardo alle sfide future che la nuova politica dei consumatori porrà a livello nazionale, e soprattutto europeo.

L’evento completo sarà trasmesso via web e potrà essere seguito anche in differita attraverso il sito della Commissione disponibile al seguente link: https://ec.europa.eu/info/law/law-topic/consumers/citizens-dialogues-new-deal-consumers_it

 

 

 

 

 

 

 

 

Ryanair: la nuova policy sul bagaglio al vaglio dell’AGCM

Valutazione attuale: 0 / 5

Stella inattivaStella inattivaStella inattivaStella inattivaStella inattiva

ryanair cancella voliLa compagnia aerea irlandese Ryanair è nuovamente nel mirino dell’Antitrust: dopo il provvedimento emesso a luglio che accoglieva gli impegni assunti dal vettore al fine di garantire una maggiore chiarezza nella presentazione delle tariffe e a rimborsare ai passeggeri il prezzo corrisposto per l’imbarco prioritario (leggi qui), l’Authority italiana ha avviato un procedimento al fine di verificare se la nuova policy sui bagagli possa configurarsi quale pratica commerciale scorretta. Tale nuova politica comporta l’impossibilità di imbarcare senza sovrapprezzo il proprio bagaglio a mano; dal primo novembre, a bordo saranno ammessi gratuitamente solo zaini o borse di piccole dimensioni (40x20x25) mentre per il bagaglio da 10 kg, che attualmente viene collocato gratuitamente in stiva, sarà necessario acquistare l’imbarco prioritario, il cui costo varia dagli 8 ai 10 euro.
L’Antitrust, dopo aver definito il bagaglio a mano come elemento indispensabile del servizio di trasporto, ha affermato che il sovrapprezzo da corrispondere per l’imbarco fornirebbe una falsa rappresentazione del reale costo del biglietto, con l’effetto di porre in essere una pratica commerciale distorsiva della concorrenza.

La scarsa trasparenza tariffaria, determinata dalla mancata inclusione nel prezzo complessivo del biglietto del sovrapprezzo dovuto per il bagaglio, unitamente alle reiterate modifiche delle condizioni contrattuali, non consente una comparazione adeguata tra le tariffe delle diverse compagnie aeree; Ryanair, nella persona del manager Kenny Jacobs, ha affermato che le recenti restrizioni originano dalla volontà di smaltire i tempi di attesa all’imbarco e di consentire ai passeggeri di viaggiare in maggiore sicurezza. Circa il provvedimento dell’Autorità Garante, si è dichiarato disponibile ad illustrare nel dettaglio le recenti modifiche, rinnovando gli impegni precedentemente assunti.

 

 

 

 

 

 

 

 

Pacchetti turistici: se il viaggio salta per malattia, il tour operator è obbligato al rimborso totale

Valutazione attuale: 0 / 5

Stella inattivaStella inattivaStella inattivaStella inattivaStella inattiva

malattia voloRinunciare alle vacanze a causa di imprevisti è un’eventualità in cui tutti i viaggiatori possono incorrere; ciò di cui non tutti sono consapevoli tuttavia, è che se l’imprevisto è costituito da una causa di forza maggiore, quale ad esempio una sopravvenuta malattia, si può essere legittimati ad ottenere un rimborso totale di quanto corrisposto. A stabilirlo è la Corte di Cassazione nella recentissima sentenza n. 18047/2018, la cui pronuncia è scaturita dal ricorso proposto da un tour operator contro la decisione emessa dal Tribunale di Bologna a favore di due viaggiatori che, dopo aver acquistato un pacchetto turistico “all inclusive” ed essere stati costretti a rinunciarvi a causa della grave ed improvvisa patologia che aveva colpito uno dei due, hanno richiesto un totale rimborso del prezzo pagato.

Alle disposizioni espressamente a tutela del consumatore/viaggiatore, fra le quali si annoverano il Codice del Turismo, recentemente modificato dal Decreto legislativo n.62/2018 cha ha dato attuazione della nuova direttiva sui pacchetti turisti e servizi turistici collegati, si aggiunge proprio la citata sentenza, che trae origine dall’applicazione di una norma del codice civile, l’art. 1463, relativo ai contratti a prestazioni corrispettive e all’impossibilità della loro esecuzione, il quale dispone che “ … la parte liberata per la sopravvenuta  impossibilità della prestazione dovuta non può chiedere la controprestazione, e deve restituire quella che abbia già ricevuta… “.

I giudici della Cassazione hanno chiarito l’importanza della causa in concreto del contratto, che, configurandosi quale scopo pratico del contratto stesso, è costituita dagli interessi che le parti intendono realizzare. Il contratto tra tour operator e consumatore/viaggiatore presenta come causa la fruizione di un viaggio con finalità turistica; se la causa del contratto diviene inattuabile per una causa di forza maggiore, non prevedibile e non ascrivibile alla condotta dei contraenti, l’art. 1463 risulta applicabile (e la risoluzione del contratto può essere chiesta da entrambi i contraenti), svolgendo una funzione di protezione per la parte impossibilitata a fruire della prestazione pattuita.

La Corte ha infine sancito l’irrilevanza della mancata stipulazione di una polizza assicurativa al momento della conclusione del contratto, configurandosi l’acquisto della polizza come una mera facoltà sia per il cliente che per l’operatore e non incidendo affatto sulla valutazione dell’impossibilità sopravvenuta della prestazione.

 

 

 

 

 

Voli cancellati: la compagnia aerea deve rimborsare anche le commissioni dell’intermediario

Valutazione attuale: 0 / 5

Stella inattivaStella inattivaStella inattivaStella inattivaStella inattiva

trasp aereoIn caso di cancellazione di un volo, il rimborso dovuto dalla compagnia aerea al passeggero comprende anche le commissioni riscosse dall’intermediario, purché la compagnia fosse a conoscenza della corresponsione delle stesse al momento dell’acquisto.

A stabilirlo è la Corte di Giustizia Ue, intervenuta ancora una volta a definire e incrementare le tutele dei passeggeri aerei previste dal Regolamento UE 261/04 in occasione di un rinvio pregiudiziale effettuato dal tribunale di Amburgo. Il giudice tedesco era stato investito di una controversia insorta a seguito della cancellazione di un volo Amburgo-Faro della Vueling Airlines, per il quale il sig. Dirk Harms aveva acquistato sei biglietti attraverso l’intermediazione di un noto sito comparatore di tariffe (Opodo.de). A seguito del disservizio, il sig. Harms ha chiesto alla compagnia aerea il rimborso del totale pagato ad Opodo, pari a 1108,88 euro, ma la Vueling ha accettato di corrispondere la somma di 1031,88 euro, rifiutando fermamente di rimborsare 77 euro, pari alle commissioni ricevute dall’intermediario. Il tribunale di Amburgo, adito dal sig. Harms, ha interpellato, mediante rinvio pregiudiziale, la Corte di Giustizia per ottenere un’interpretazione dell’art. 8 del Regolamento che attribuisce al passeggero, in caso di cancellazione, il diritto al rimborso del <<prezzo pieno del biglietto, allo stesso prezzo al quale è stato acquistato>>. Il tribunale, nello specifico, ha chiesto “se la nozione di rimborso (…) debba essere interpretata nel senso che debba ivi intendersi la somma versata dal passeggero per il biglietto aereo in questione o se occorra invece fare riferimento alla somma effettivamente percepita dal vettore aereo avversario qualora, nel processo di prenotazione, sia intervenuta una società di intermediazione che, senza peraltro dichiararlo, lucri la differenza tra l’importo corrisposto dal passeggero e quello percepito dal vettore aereo”.

La Corte ha dichiarato che la commissione riscossa da un intermediario presso un passeggero, al momento dell’acquisto di un biglietto, deve, in linea di principio, essere considerata come una componente del prezzo da rimborsare ai passeggeri in caso di cancellazione del volo, ma che tale inclusione deve essere soggetta a taluni limiti, tenuto conto degli interessi dei vettori aerei che essa mette in discussione. È necessario cioè verificare se la compagnia aerea fosse a conoscenza della corresponsione della somma all’intermediario al momento dell’acquisto e, solo in caso positivo, considerare la commissione ai fini della corresponsione del rimborso.

Tale interpretazione è in linea con gli obiettivi del Regolamento 261 il quale, come ribadito dai giudici di Lussemburgo, mira a garantire un livello elevato di protezione dei passeggeri, ma anche ad assicurare un equilibrio tra gli interessi di tali passeggeri e quelli dei vettori aerei.

 

 

 

 

 

Viagogo: anche l’Antitrust britannico intima lo stop alle pratiche commerciali scorrette

Valutazione attuale: 0 / 5

Stella inattivaStella inattivaStella inattivaStella inattivaStella inattiva

nintchdbpict000323035937 696x464A distanza di quasi due anni dal primo grande scandalo sul secondary ticketing, consistente nella vendita, su un mercato parallelo a quello ufficiale, di biglietti per eventi (solitamente a prezzi maggiorati) e sulla scia del provvedimento sanzionatorio da 1 milione di euro dell’Antitrust per non aver Viagogo ottemperato alla precedente delibera dell’Authority, anche l’Antitrust britannica, la Competition Market Authority (CMA) ha infatti avviato un procedimento contro StubHub, GETMEIN!, Seatwave e Viagogo, quattro fra i maggiori siti di ticketing online e ciò al fine di evitare reiterate violazioni della normativa a tutela dei consumatori, i quali potrebbero trovarsi ad acquistare biglietti costosissimi a causa della scarsa trasparenza e dell’informazione precaria. Mentre le prime tre società hanno assunto formalmente l’impegno di adottare le misure necessarie a evitare violazioni dei diritti dei consumatori, Viagogo, pur nella consapevolezza delle conseguenze giudiziarie, non ha dato alcun seguito alle intimazioni della CMA.

Il Direttore generale dell’Autorità britannica, l’italiano Andrea Coscelli, ha dichiarato che chiunque acquisti biglietti online deve necessariamente avere accesso ad informazioni chiare, e ciò vale per qualunque piattaforma, compresa Viagogo. Le principali criticità del sistema di tale piattaforma, che ripetutamente infrangono le norme a tutela dei consumatori, riguardano la mancata indicazione del posto assegnato durante l’evento, la mancata identificazione del venditore effettivo del biglietto acquistabile sulla piattaforma, le fuorvianti e non veritiere informazioni circa l’effettiva quantità di biglietti disponibili, le difficoltà nell’ottenere un rimborso di quanto pagato in caso di legittimo esercizio dei diritti in tema di garanzie e la possibilità di acquistare dei biglietti da un venditore che in realtà non ne dispone e dunque non può adempiere l’obbligazione assunta.

La CMA aveva chiesto di porre immediatamente fine a tali pratiche e nelle more dell’adesione di Viagogo a quanto intimato, è stata chiesta un’ingiunzione ad adempiere all’autorità giudiziaria. Nell’attesa, l’Antitrust britannica continua costantemente a monitorare le agenzie e a collaborare con le autorità di settore affinché l’opportunità positiva per i consumatori di acquistare o vendere biglietti all’ultimo minuto, non si trasformi in una costosa trappola.

 

 

Assistenza sanitaria transfrontaliera: i cittadini europei hanno poca consapevolezza dei propri diritti e di come esercitarli

Valutazione attuale: 5 / 5

Stella attivaStella attivaStella attivaStella attivaStella attiva

assistenza sanitariaA distanza di circa quattro anni dall’entrata in vigore della Direttiva 2011/24/UE sul diritto dei cittadini dell'UE ad accedere all'assistenza sanitaria in tutti i paesi dell'UE ed ottenere il rimborso da parte del loro paese di residenza dei costi delle cure effettuate all'estero,  il 20 luglio 2018 la Commissione europea ha pubblicato i risultati di un’indagine sull’efficacia e la diffusione degli strumenti di informazione sul diritto all’assistenza medica nel territorio dell’Unione.

Sebbene la normativa europea preveda un’ampia serie di garanzie e tutele relative all’accesso ai servizi sanitari all’estero, i cittadini risultano ancora generalmente poco consapevoli dei loro diritti; tale scarsa consapevolezza, unitamente all’esistenza di barriere procedurali, comporta una limitazione delle effettive possibilità di beneficiare dell’assistenza transfrontaliera. La Commissione pertanto, al fine di garantire maggiori opportunità per l’esercizio effettivo dei diritti, ha condotto uno studio perseguendo due obiettivi fondamentali: valutare l’attuale livello di efficienza dell’attività dei Punti di Contatto Nazionali (PCN), incaricati di fornire informazioni per l’accesso all’assistenza, e individuare le principali esigenze dei pazienti al fine di adeguare l’attività dei Punti di Contatto stessi.

Lo studio è stato condotto attraverso una combinazione di metodi di ricerca quali analisi dei testi normativi, analisi della letteratura esistente, indagini sui siti web degli PCN e sondaggi fra gli utenti/pazienti e ha portato alla fondamentale conclusione che la conoscenza delle tutele previste dalla Direttiva 2011/24/UE e dell’esistenza stessa dei Punti di Contatto Nazionali tra i cittadini europei è ancora bassa. Ciascun cittadino dovrebbe invece sapere dove poter reperire facilmente informazioni su autorizzazioni (condizioni e procedure per accedere all’assistenza), cure rimborsabili, termini e condizioni per usufruire dei rimborsi, procedure di ricorso (amministrative e giudiziarie) per la risoluzione delle controversie in caso di rifiuto di autorizzazioni e rimborsi ed infine gli elementi da includere nelle ricette mediche rilasciate in altro Stato dell’Unione Europea affinché possano essere rimborsate le relative spese.

La ricerca ha inoltre evidenziato che i PCN hanno effettivamente predisposto siti web esaustivi, che riportano dunque informazioni adeguate e complete (per l’Italia http://www.salute.gov.it/portale/temi/p2_6.jsp?lingua=italiano&id=3791&area=cureUnioneEuropea&menu=vuoto), ma che esiste ancora un ampio margine di diffusione e miglioramento; tra i principali ostacoli all’armonizzazione del sistema inoltre, si pone l’evidente disparità organizzativa fra i PCN, che risultano essere adeguatamente finanziati e gestiti in alcuni Stati membri e pressoché ignorati in altri. Margini di miglioramento sono stati altresì ravvisati in relazione alle informazioni fornite ai cittadini in merito ai loro diritti e agli standard di qualità e sicurezza dei servizi così come in relazione alle informazioni per il rimborso delle spese sanitarie transfrontaliere sostenute. È stata rilevata inoltre la forte necessità di collaborazione e coordinamento fra i Punti di Contatto affinché possano implementare la loro attività beneficiando di reciproci aiuti.

La Commissione ha infine incoraggiato un monitoraggio costante della situazione e la ripetizione frequente di studi analoghi, attraverso protocolli aggiornati che prendano in considerazione anche la disabilità e criteri specifici quali reddito e livello di istruzione; ha anche predisposto principi guida e strumenti affinché l’attività dei Punti di Contatto risulti uniformemente efficiente, costituendo la tutela della salute e la consapevolezza di poterne beneficiare in tutto il territorio UE, temi chiave per il presente e soprattutto, per il futuro.

Il Report finale dello studio è disponibile al link:

https://ec.europa.eu/health/sites/health/files/cross_border_care/docs/2018_crossborder_frep_en.pdf.

Per informazioni sull’assistenza sanitaria all’estero scarica il nostro opuscolo informativo.

 

 

 

ENAC avvia indagine nei confronti di quattro note compagnie aeree per disagi ai passeggeri

Valutazione attuale: 0 / 5

Stella inattivaStella inattivaStella inattivaStella inattivaStella inattiva

indagine ENACNei primi giorni di agosto, l’Enac - l’Ente Nazionale per l’Aviazione Civile - ha annunciato di aver avviato un’indagine nei confronti delle compagnie aeree Blue Panorama, Ryanair, Volotea e Vueling in seguito ai frequenti disservizi verificatisi nel corso dell’estate 2018 in alcuni aeroporti italiani.

Migliaia di passeggeri, infatti, hanno subito i disagi dovuti alla cancellazione ed al ritardo prolungato di centinaia di voli, al sovraffollamento negli scali, alle difficoltà nell’ottenere informazioni certe circa le proprie sorti vacanziere.

L’indagine dell’Enac mira a verificare la flotta e gli equipaggi a disposizione delle citate compagnie, anche al fine di valutare un’eventuale riduzione dei voli operativi e la limitazione dei servizi.

A distanza di qualche giorno, inoltre, l’Enac ha emesso un comunicato nel quale dichiara di aver scritto a Volotea, richiamandola al riallineamento degli operativi pianificati, adottando ogni misura utile per rispettare gli impegni assunti con la vendita dei biglietti, riducendo i casi overbooking  e le cancellazioni ai passeggeri. L’Enac fa presente alla compagnia di aver ricevuto numerose segnalazioni per il mancato rispetto del Regolamento 261/2004/CE sui diritti dei passeggeri del trasporto aereo.

L’Enac ha quindi informato Volotea che, in caso di mancata adozione degli opportuni correttivi per limitare i disagi ai passeggeri e i disservizi agli aeroporti, a partire dal 15 settembre dovrà sospendere i voli da e per gli aeroporti italiani, interrompendo le vendite dei biglietti e provvedendo, ai sensi del Reg 261/2004, alla riprotezione dei passeggeri già in possesso del biglietto.

Anche il Centro Europeo Consumatori Italia, nella sua quotidiana attività di informazione e assistenza ai passeggeri del trasporto aereo, ha ricevuto nel corso della stagione estiva numerose segnalazioni da parte di passeggeri che hanno subito notevoli disservizi negli aeroporti nazionali e stranieri.

Per saperne di più sui diritti dei passeggeri nel trasporto aereo, clicca qui https://www.ecc-netitalia.it/it/area-tematica/trasporti/trasporto-aereo. Per ricevere consulenza ed assistenza, contattare il Centro Europeo Consumatori Italia dal lunedì al venerdì telefonando allo 06 44238090 o inviando una mail a: info@ecc-netitalia.it.

 

 

 

Autonoleggio: Rentalcars si impegna con l’Antitrust per informazioni di vendita più trasparenti

Valutazione attuale: 0 / 5

Stella inattivaStella inattivaStella inattivaStella inattivaStella inattiva

car rental

L’autonoleggio è, purtroppo, da sempre uno dei settori più critici di cui si occupano i Centri Europei Consumatori della rete ECC-Net nella loro attività quotidiana di tutela dei consumatori nelle liti transfrontaliere. Nel corso del 2017 i reclami gestiti dal Centro Europeo Consumatori Italia relativi al settore dell’autonoleggio (periodo gennaio–agosto) hanno rappresentato il 18,5% rispetto a tutti i reclami gestiti, mentre per il medesimo periodo dell’anno in corso la percentuale ammonta al 24,3%, con un incremento del 5,8% rispetto all’anno precedente.

Mancanza di trasparenza dei prezzi e delle condizioni contrattuali, delle modalità di vendita delle coperture assicurative, delle politiche del carburante e delle procedure di valutazione e di addebito in caso di danni. Queste le criticità che i Centri Europei Consumatori hanno segnalato alla Commissione Europea, che, nel 2015 ha raggiunto un accordo con le 5 maggiori aziende di autonoleggio (Avis, Budget, Enterprise, Europcar, Hertz e Sixt) per la modifica di alcune pratiche commerciali delle stesse, a cominciare da una maggiore trasparenza al momento di effettuare una prenotazione via web e da una migliore informazione sulle principali condizioni di noleggio, sulle politiche del carburante, sulle ispezioni dei veicoli, ecc..

Nonostante questo significativo accordo, il settore dell’autonoleggio continua a manifestare ancora forti criticità nonostante le sanzioni comminate in questi anni dall’Autorità Garante della Concorrenza e del Mercato.

È di questi giorni, invece, l’accoglimento degli impegni presentati da TravelJigsaw Limited (nota come Rentalcars), il più importante intermediario broker di servizi di autonoleggio a breve termine nei confronti del quale l’Antitrust aveva aperto, lo scorso 29 dicembre 2017, un’istruttoria per comportamenti, in fase di prenotazione on line, lesivi dei diritti sanciti dal Codice del Consumo.

Il provvedimento ha posto sotto esame tre diverse condotte poste in essere da Rentalcars, ovvero:

  • la possibilità di acquistare una copertura “assicurativa” accessoria denominata “Protezione Completa” e le relative modalità di offerta;
  • la mancata indicazione della società che fornisce il servizio di autonoleggio;
  • la presenza sistematica di avvisi sulla presunta limitata disponibilità di veicoli presso la stazione di noleggio prescelta nonché dell’aumento del costo del noleggio con il trascorrere del tempo, inducendo ad acquistare subito il servizio.

Gli impegni proposti dal Rentalcars sono stati ritenuti idonei dall’Autorità che nel corso dell’Adunanza del 26 luglio u.s. ha chiuso il procedimento senza comminare sanzioni.

La Rentalcars si è impegnata a modificare, al più tardi entro i prossimi 3 mesi, il layout del proprio sito web implementandolo non solo nella versione in lingua italiana, ma in tutte le 40 lingue in cui è possibile effettuare gli acquisti dei servizi di noleggio e servizi collegati.

In relazione alla prima contestazione ovvero la possibilità di acquistare la copertura assicurativa “Protezione completa”, il professionista assicurerà l’identificazione della compagnia assicuratrice e chiarirà il rapporto tra tale prodotto e quelli offerti direttamente dalle società di autonoleggio al banco, in sede di ritiro del veicolo. A tal proposito sarà illustrato più chiaramente “che al momento del ritiro dell’autovettura, il consumatore solitamente corrisponderà un deposito cauzionale al noleggiatore al fine di coprire eventuali danni/furti causati al veicolo durante il noleggio. In caso di eventuali danni/furti al veicolo il consumatore sarà responsabile solo nei limiti della franchigia: in relazione a tali somme eventualmente richieste dal noleggiatore, il consumatore potrà rivalersi attraverso una richiesta di rimborso a Rentalcars laddove abbia acquistato il prodotto “Protezione completa“. Risulterà pertanto immediato che “Protezione Completa” è un prodotto che comporta il rimborso al consumatore degli importi che quest’ultimo è eventualmente tenuto a pagare al noleggiatore (in caso di danno o furto della vettura noleggiata), non subentrando Rentalcar in alcun modo nel rapporto che si instaura tra noleggiatore e consumatore. Tale chiarimento permetterà ai consumatori di valutare meglio in sede di ritiro della vettura al desk dell’autonoleggio, se sottoscrivere o meno le ulteriori coperture assicurative che spesso vengono offerte se non addirittura quasi imposte ai consumatori.  

Per quanto attiene la seconda contestazione, la pratica di svelare l’identità del noleggiatore solo a posteriori, nel caso dell’offerta dei prodotti denominati “Rentalcars.com consigliato” e/o “Rentalcars “Best Price” sarà modificata e pertanto anche in sede di acquisto di tali prodotti sarà possibile ottenere indicazioni circa l’identità del noleggiatore prima di procedere all’acquisto del servizio.

Infine con riguardo alla terza contestazione relativa alla presenza, in sede di prenotazione on line, di continui avvisi riguardanti la presunta crescente scarsità di veicoli presso la stazione prescelta dal consumatore e l’aumento del costo del noleggio, Rentalcars assicura che tali messaggi saranno modificati e le informazioni relative alla disponibilità delle vetture da noleggiare saranno fornite unicamente sulla base di dati concreti ottenuti dalle società di autonoleggio.

Ricordiamo che in caso di controversie insorte nell’ambito di un contratto di noleggio concluso con un operatore stabilizzato in un altro Paese europeo, il Centro Europeo Consumatori Italia fornisce consulenza ed assistenza gratuitamente ai consumatori.

Per alcuni consigli utili quando si noleggia un’auto, potete scaricare il nostro opuscolo informativo

 

 

 

 

 

 

OHSecurity is a Joomla Security extension!