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Acquisto di auto nell'Unione Europea

Auto nuove

L'Auto-import

Acquistare un'auto nuova non è cosa da tutti i giorni. Trattandosi in genere di una spesa ingente, è importante valutarla con cura, sia che si scelga di comprare in Italia sia che si opti per l'estero.

Come scegliere

Se si decide di acquistare all’estero occorre innanzitutto fare un’analisi costi-benefici per valutare l’effettiva convenienza dell’operazione, perché non solo il prezzo dell’auto deve essere basso, ma l’importo complessivo deve poter coprire anche le spese di viaggio e di trasporto, il tempo investito e eventuali altri costi, e risultare comunque conveniente rispetto a quello della stessa auto comprata in Italia. È bene ricordare che al consumatore interessa solo il prezzo netto dell’auto, poiché le imposte saranno versate nel paese di destinazione del veicolo.

Un dato importante per scegliere la giusta auto da acquistare è lo standard EURO che determina gli standard ecologici (le emissioni di gas di scarico) delle vetture. Lo standard EURO è un dato molto importante, soprattutto se si acquista un’auto usata, perché in Italia vengono applicate severe limitazioni alla circolazione dei veicoli con standard EURO bassi. È inoltre necessario controllare che lo standard EURO dichiarato corrisponda poi a quello italiano di riferimento.

Una volta trovata l’auto desiderata e individuato il concessionario con l’offerta migliore, si può passare all’acquisto. Tra gli elementi da considerare prima di prendere la decisione di acquistare un’auto oltre frontiera, conviene anche tener conto del fatto che spesso il venditore non sarà disposto a prestare grande aiuto nello svolgimento delle pratiche amministrative. Bisognerà quindi cavarsela da soli, affrontando talune difficoltà soprattutto se non si conosce la lingua del paese d’acquisto, o quantomeno l’Inglese.

Trasferimento in Italia

Acquistata l’auto, si pone il problema di come trasferirla in Italia. Esistono tre possibilità a disposizione del consumatore:

1. Richiedere una targa temporanea/provvisoria (per l’esportazione). Si tratta di una targa con validità limitata che deve accompagnarsi ad un’assicurazione che coprirà i rischi delle circolazione fino all’immatricolazione definitiva. Con essa l’auto potrà essere condotta in Italia.

2. Trasporto su rimorchio di proprietà o a noleggio. A seconda dei costi da sostenere per il noleggio, questa possibilità è sicuramente meno complessa da un punto di vista burocratico

3. Avviare l’iter di immatricolazione in Italia e una volta ottenuta la targa con copertura assicurativa ci si reca nel paese d’acquisto a ritirare l’auto.

Immatricolazione

L’immatricolazione dell’auto comprata all’estero prevede un iter pressoché identico a quello di un’auto acquistata in Italia, salvo alcuni dettagli, che variano in base al paese di provenienza. In ogni caso per i veicoli nuovi alla prima immatricolazione sarà necessario fornire il Certificato di Omologazione Comunitaria (COC) e i documenti attestanti il versamento dell’IVA. Per iscrivere l’auto al Pubblico Registro automobilistico (PRA) è necessario provvedere all’autenticazione del contratto di acquisto quale documento attestante il passaggio di proprietà. Dal 2008 il PRA ha introdotto una semplificazione delle procedure di immatricolazione, che fa cadere l’obbligo di redigere un’autenticazione notarile dell’atto d’acquisto: bastano infatti la fattura d’acquisto e un modulo compilato e sottoscritto dall’acquirente chiamato Istanza dell’acquirente.

IVA

Il prezzo di un’auto nuova acquistata all’estero non include l’IVA. Il suo ammontare e il luogo di versamento dell’imposta dipendono dall’età del veicolo e dai km percorsi. In caso di veicoli nuovi l’IVA deve essere versata nel paese importatore. Si considerano nuove le auto che abbiano percorso meno di 6000 km oppure quelle immatricolate da meno di 6 mesi.

Esercizio della garanzia

Come per un’auto acquistata in Italia può capitare di doversi rivolgere per delle riparazioni in garanzia presso un’officina autorizzata. Con il Regolamento 1400/2002 l’UE ha infatti provveduto a disporre l’obbligo per le officine autorizzate di procedere alla riparazione di veicoli acquistati all’interno dello spazio economico europeo e in Svizzera, applicando le condizioni offerte dai produttori in termini di garanzia commerciale. Nessuna officina autorizzata potrà dunque rifiutarsi di intervenire sul vostro veicolo perché acquistato all’estero. Da notare però che il Regolamento non riguarda i diritti del consumatore sanciti dalla normativa sulla garanzia legale (direttiva 44/1999) di due anni. Tali diritti vanno sempre infatti valere nei confronti del venditore, che nel caso di auto importate si trova all’estero; l’applicazione pratica delle garanzia legale può pertanto rivelarsi molto costosa per il consumatore, a causa della distanza.

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