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Le norme dell’Unione per auto più sicure e meno inquinanti

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inquinamento autoSe ci si chiede come contribuire al rispetto della natura anche quando non si può fare a meno del proprio veicolo per spostarsi, la risposta è fare scelte salutari preferendo l’utilizzo di mezzi poco inquinanti, meglio ancora se elettrici.

Vero è che non sempre i dati riferiti dal venditore circa le emissioni di NOx (ossidi di azoto) rispecchiano la verità dei fatti: ce ne siamo accorti con lo scandalo dieselgate, durante il quale è stata tradita la fiducia di moltissimi automobilisti convinti di inquinare di meno scegliendo modelli “puliti”.

Il tema della sostenibilità ambientale è tenuto in grande considerazione all’interno dell’Unione; proprio per risolvere questo problema la Commissione europea ha proposto, nel dicembre 2017, una profonda revisione del quadro di omologazione UE; sono bastati pochi mesi e la proposta è stata votata e approvata dall’Europarlamento.

Attraverso l’introduzione di controlli più efficaci e un innalzamento di qualità sia per i veicoli che per i test a cui saranno sottoposti, avremmo la sicurezza di guidare inquinando meno anche quando si è al volante di un’auto a noleggio.

Che cosa bisogna fare per viaggiare sereni evitando, oltre all’inquinamento, anche spese impreviste e altre spiacevoli sorprese?

Anche in questo caso, l’informazione è la miglior difesa da tutte le pratiche commerciali scorrette che potrebbero essere utilizzate al momento del noleggio.

Ecco alcuni piccoli accorgimenti  da seguire per risparmiare tempo e denaro.

Fonte

https://ec.europa.eu/italy/news/20180420_norme_veicoli_puliti_it

 

 

 

Bagagli a mano: ecco come cambiano le regole da compagnia a compagnia

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bagagli aereo

Viaggio prenotato con largo anticipo o last minute?

Qualunque sia la scelta è bene verificare che la compagnia aerea dalla quale si acquista il biglietto non preveda spese extra per i bagagli a mano.

Molto spesso, infatti, imbarcarsi con uno zaino più voluminoso o più pesante rispetto a quanto stabilito dalla compagnia aerea significa far lievitare il prezzo del biglietto eliminando, di fatto, la tariffa vantaggiosa che ci aveva spinto a scegliere quel determinato vettore.

Prima di prenotare un viaggio è consigliabile, dunque, leggere con attenzione le regole previste dalle diverse compagnie per i bagagli a mano tra cui:

Ryanair

È noto che dal 15 gennaio 2018 la compagnia irlandese ha introdotto nuove politiche sui bagagli a mano: ogni passeggero, privo di imbarco prioritario, potrà portare in cabina solo una borsa non eccedente 35x20x20 cm.

È possibile imbarcare gratuitamente in stiva un bagaglio a mano più grande, purché rispetti i limiti fissati dalla compagnia: peso massimo di 10 kg e dimensioni non eccedenti 55x40x20 cm.

Easyjet

Permette di portare a bordo un bagaglio a mano senza limiti di peso (le dimensioni massime consentite sono 56x45x25 cm, maniglie e ruote comprese), a patto che il passeggero sia in grado di sistemarlo adeguatamente nello scomparto.

Anche in questo caso è possibile portare con sé un secondo bagaglio, da sistemare sotto il sedile, pagando un’extra.

Nel caso non ci fosse più spazio sarà possibile riporre gratuitamente il bagaglio nella stiva.

Vueling

Il vettore low cost spagnolo ha fissato il limite massimo a un bagaglio a mano a persona (peso massimo 10kg -14kg per chi usufruisce della tariffa excellence- e dimensioni non superiori a 55x40x20 cm), al quale è possibile aggiungere senza spese supplementari uno zainetto/macchina fotografica di dimensioni inferiori a 35x20x20 cm da posizionare sotto la poltrona di fronte.

Nel caso non ci sia spazio a bordo il bagaglio sarà riposto nella stiva.

Wizz Air

Permette di imbarcare un bagaglio con dimensioni massime fino a 55x40x23 cm e fino a 10 kg di peso; a causa dello spazio limitato delle cappelliere, la compagnia, così come avviene per gli altri competitors, permette di imbarcare i bagagli a mano nella stiva quando non vi è più spazio.

Per poter portare un secondo bagaglio a mano di dimensioni ridotte, è necessario disporre del servizio di imbarco prioritario.

Alitalia

La compagnia aerea consente l’imbarco in cabina ad un bagaglio a mano per passeggero con dimensioni massime pari a 55x35x25 cm e peso non superiore a 8kg.

In aggiunta è possibile portare con sé uno tra i seguenti oggetti:

  • Borsa portadocumenti
  • Pc portatile
  • Borsetta da donna.

Anche Alitalia, all’interno del proprio regolamento specifica: “Al fine di garantire un maggior comfort a bordo e nel rispetto degli standard di sicurezza, in caso di voli con un elevato coefficiente di riempimento, il vostro bagaglio a mano potrà essere ritirato al gate per l’imbarco in stiva. Il personale di scalo provvederà ad etichettare i bagagli selezionati e a rilasciare al passeggero la ricevuta per la riconsegna. Tale procedura non è prevista per i voli intercontinentali”.

Air France

Consente di portare in cabina un bagaglio a mano di dimensioni massime pari a 55x35x25 cm ed un peso massimo di 12 kg per chi viaggia in economy o 18 kg per chi viaggia in business; è possibile imbarcare anche un computer portatile o una macchina fotografica.

Attenzione! Il peso del portatile/macchina fotografica sommato al bagaglio a mano non deve superare i 12/18 kg a seconda della propria classe di viaggio.

Lufthansa

Le dimensioni del bagaglio a mano non devono superare i 55x40x23 cm o, nel caso di portabiti pieghevoli, 57x54x15 cm.

È possibile, inoltre portare borse o computer portatili di dimensioni massime pari a 40x30x 10 cm.

British Airways

Adotta due policy differenti a seconda della destinazione del volo:

  • Voli da e verso il Brasile: 1 borsa/borsa per laptop 45x36x20 cm (max 23 kg)

Più 1 bagaglio a mano aggiuntivo 56x45x25 cm (max 23 kg)

  • Tutti gli altri voli: 1 borsa/borsa per laptop 40x30x15 cm (max 23 kg)

Più 1 bagaglio a mano aggiuntivo 56x45x25 cm (max 23 kg)

Molto spesso i bambini (di solito le compagnie indicano come età di riferimento 0-2 anni) non rientrano nel conteggio del numero del bagaglio a mano; nei siti delle singole compagnie è tuttavia possibile ricevere informazioni per quanto riguarda il trasporto di culle e passeggini.

È bene ricordare che in caso di eventuali disservizi relativi ai bagagli (danni, perdita o ritardata consegna) si hanno dei diritti! Scaricate la Guida realizzata dal Centro Europeo Consumatori Italia.

 

 

 

 

 

 

Diventa protagonista del cambiamento, partecipa alla consultazione sul futuro dell’Europa!

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img europaIn occasione del vertice speciale che si svolgerà a Sibiu (Romania) il 9 maggio 2019, l’UE riflette sul suo ruolo da leader e sulle imminenti sfide da sostenere nell’immediato futuro.

Per comprendere le necessità dei cittadini e far luce sulle criticità che riguarderanno gli Stati dell’Unione, la Commissione ha dato il via a una consultazione online aperta a tutti.

Partecipare è semplicissimo, basta collegarsi al sito e compilare il questionario. Sono 12 le domande che la Commissione rivolge ai cittadini europei relative a preoccupazioni, speranze ed aspettative.

Ricordiamo, inoltre, che ancora possibile commentare il libro bianco dell’Europa per esprimere la propria opinione sui 5 possibili scenari dell’evoluzione europea.

 

 

 

Problemi con un acquisto online? Risolvilo con la piattaforma ODR!

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img notizia ODRSempre più consumatori acquistano prodotti online, non solo nei loro Paesi di origine, ma in tutti i Paesi dell’Unione europea.

Dati alla mano, secondo il Consumer Conditions Scoreboard 2017, nell’Unione europea ben il 57% dei consumatori ha acquistato online prodotti elettronici, vestiti, giocattoli, libri, generi alimentari e altro ancora. Alla crescita degli acquisti ha fatto eco, però, un aumento di consumatori insoddisfatti per il verificarsi di una serie di criticità quali: consegne in ritardo, ricezione di prodotti danneggiati, difficoltà nei pagamenti, ecc..

L’insoddisfazione di un cliente rappresenta un ostacolo allo sviluppo del mercato unico digitale che è una delle priorità dell’Unione europea, tanto che nel febbraio 2016, l’UE ha lanciato la piattaforma ODR (Online Dispute Resolution), uno sportello unico online, proprio per garantire a consumatori e commercianti un’assistenza efficace ed imparziale per la risoluzione di eventuali controversie insorte con gli acquisti online, senza dover intraprendere una lunga ed onerosa azione giudiziaria in tribunale.

La piattaforma ODR vede impegnato in prima persona il Centro Europeo Consumatori Italia, che rappresenta il punto di contatto nazionale della piattaforma ODR.

Secondo Maria Pisanò, Direttore del Centro Europeo Consumatori Italia, "L'utilizzo di un meccanismo di risoluzione delle controversie efficace e di facile accesso come la piattaforma ODR dell'Unione europea, rappresenta una componente essenziale della strategia di servizio al cliente per qualsiasi commerciante online.  Attraverso la sana gestione del conflitto con il consumatore, il vero patrimonio di un'azienda, la stessa crea la massima credibilità ed affidabilità e trasforma il momento di “crisi” in una preziosa occasione per ricostruire e rinsaldare le relazioni con il consumatore salvaguardando, così facendo, la reputazione aziendale e fidelizzando il cliente”.

Di tale avviso, però, non sembrano essere i venditori online e molti sono ancora quelli che non si sono nemmeno adeguati alla normativa in materia che impone loro l’obbligo di inserire sul proprio sito web il link alla piattaforma ODR.  Sui 1.324 siti italiani verificati solo il 12% risulta conforme.

I consumatori che da febbraio 2016 hanno visitato la piattaforma ODR sono stati oltre 4 milioni e oltre 50.000 i reclami presentati con una media di 2.000 reclami al mese, ma è necessario, però, un ulteriore passo avanti da parte delle aziende in termini di  maggiore propensione ad utilizzare la piattaforma per risolvere i contenziosi con i propri clienti.

 

Come funziona la piattaforma ODR

  • Accedendo al sito della piattaforma (ottimizzato per tutti i dispositivi mobili e multilingue), il consumatore può presentare un reclamo, compilando un apposito modulo che verrà recapitato all’azienda
  • L’azienda riceve il reclamo e un elenco di organismi di risoluzione alternativa della controversia  ADR (Alternative Dispute Resolution). Ne sceglie uno e lo propone al consumatore
  • Nel caso il consumatore accetti l’ADR proposto, il reclamo viene inoltrato all’organismo prescelto, che ha 90 gg. di tempo per trovare una soluzione e sottoporla alle parti.

 

Quando entra in gioco il Centro Europeo Consumatori Italia, punto di contatto nazionale ODR?

  • Se non si conosce la procedura ODR
  • Se non si conoscono i propri diritti
  • Se consumatore e azienda non trovano l’accordo sull’ADR
  • Se l’organismo ADR prescelto dalle parti non può occuparsi del caso.

 

In tutti questi casi, il Centro Europeo Consumatori Italia, informa, assiste, propone soluzioni alternative.

 

 

 

Diritti dei consumatori UE: la Commissione propone un “New Deal”

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new dealI cittadini europei beneficiano di normative a tutela dei diritti dei consumatori, che non hanno eguali nel resto del mondo.  Tuttavia, tali norme non sempre proteggono i consumatori come sarebbe lecito attendersi.

L’esempio più eclatante è rappresentato dallo scandalo del Dieselgate che, come si ricorderà, ha coinvolto delle case automobilistiche tedesche, le quali hanno “truccato”, con un dispositivo apposito, le emissioni dei gas di scarico delle autovetture di loro produzione durante i test di omologazione, con il risultato che moltissimi consumatori hanno acquistato tali veicoli convinti che fossero “eco-friendly” quando, invece, non rispettavano  minimamente i limiti fissati dalle normative ambientali.

Le pratiche commerciali scorrette, per non dire ingannevoli, poste in essere dalle predette case automobilistiche, hanno creato grave nocumento ai consumatori ai quali, di fatto, è stato negato il risarcimento al quale avrebbero avuto diritto.

In questo contesto il “New Deal” proposto della Commissione europea porrà un freno garantendo punizioni esemplari a chi inganna i consumatori.

A tal proposito Věra Jourová, (Commissaria per la Giustizia, i consumatori e la parità di genere)  ha dichiarato: “In un mondo globalizzato in cui le grandi imprese hanno un enorme vantaggio sui singoli consumatori dobbiamo livellare le disparità. Le azioni rappresentative, nella forma europea, garantiranno più equità per i consumatori - non più lavoro per gli studi legali. E grazie alla possibilità di infliggere sanzioni collegate al volume d'affari annuo dell'impresa, le autorità di tutela dei consumatori avranno a disposizione mezzi più incisivi per colpire chi imbroglia. Imbrogliare non può costare poco".

L’iter per l’attuazione della proposta richiederà ancora del tempo (discussione in Parlamento e al Consiglio europeo), ma il cammino che porterà al cambiamento è stato intrapreso.

Ecco i punti di forza del “New Deal” che renderà ancora più efficaci i diritti dei consumatori europei.

Maggiori garanzie per chi acquista online

Chi acquista online godrà di una maggiore trasparenza per quanto riguarda l’identificazione del venditore online, ovvero sarà immediatamente possibile verificare se si tratta di un professionista o di un privato, al fine di conoscere subito i diritti spettanti in caso di problemi.

Le piattaforme online dovranno promuovere criteri di trasparenza: nel momento in cui il consumatore effettuerà una ricerca all’interno del sito dovrà avere la possibilità di verificare se il risultato della medesima è stato sponsorizzato o meno da un professionista. Inoltre, ogni piattaforma dovrà specificare i criteri utilizzati per il posizionamento dei risultati.

A ciò si aggiunga che anche i consumatori di servizi digitali gratuiti (es. archiviazione su cloud, social media o posta elettronica) dovranno godere degli stessi diritti previsti per i servizi digitali a pagamento, ovvero diritti d’informazione e possibilità di recedere dal contratto entro 14 giorni.

Nuovi strumenti per far valere i propri diritti e ottenere un risarcimento

Un soggetto legalmente riconosciuto, come ad esempio un’associazione a tutela dei consumatori, potrà presentare ricorso, in nome e per conto, di un gruppo di consumatori, i cui diritti siano stati lesi, sarà quindi possibile promuovere un ricorso collettivo, volto ad ottenere un’azione riparatrice collettiva, in tutti gli Stati appartenenti alla UE.

Differentemente dalle Class Action di stampo statunitense, le azioni giudiziarie collettive potranno essere promosse unicamente da soggetti “no profit” adeguatamente selezionati e sotto il controllo di un’Autorità pubblica, al fine di impedire abusi.

Il “New Deal” eviterà pertanto il ripetersi di situazioni come quelle originate dal Dieselgate, ove i consumatori si sono trovati a dover soccombere di fronte alle pratiche commerciali scorrette poste in essere dai costruttori di auto. In futuro i consumatori avranno diritto a chiedere una riparazione individuale (come ad es. un risarcimento o la risoluzione del contratto) se lesi da pratiche commerciali ingannevoli o aggressive.

 

Sanzioni efficaci

Le Autorità nazionali a tutela dei consumatori avranno la capacità di imporre sanzioni nei confronti delle aziende che utilizzano pratiche commerciali ingannevoli o scorrette.

Le multe saranno proporzionate al giro d’affari del professionista nel rispettivo Stato membro (fino al 4% del volume d’affari annuo), al fine di incrementare notevolmente l’effetto deterrente.

Contrasto alla differenza di qualità

Tale disposizione è volta a porre fine a quelle pratiche commerciali ingannevoli consistenti nella commercializzazione, nei diversi paesi della UE,  di prodotti apparentemente uguali, ma in realtà sostanzialmente diversi. Spesso si tratta di prodotti qualitativamente inferiori, che addirittura vengono venduti ad un prezzo superiore rispetto a quelli “buoni”.

Cambia il diritto di recesso

Il “New Deal” porterà dei vantaggi anche alle imprese, semplificando alcuni oneri a loro carico, relativi all’esercizio del diritto di recesso, quali:

  • i consumatori non saranno più autorizzati a restituire i prodotti che hanno già utilizzato, anziché limitarsi alla sola prova;
  • il professionista non sarà più tenuto a rimborsare il consumatore prima di aver ricevuto le merci restituite.

 

Infine, la Commissione prevede l’introduzione di una maggiore flessibilità nelle modalità di comunicazione tra professionisti e consumatori, ad esempio attraverso l’utilizzo di chat o moduli web, il tutto sempre nel rispetto della massima trasparenza, permettendo ai consumatori di conservare la tracciabilità di tutte le comunicazioni.

 

 

 

“Sciopero selvaggio”: la Corte di Giustizia Europea prevede la compensazione pecuniaria per i voli cancellati e ritardati

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sciopero aereoAi sensi della normativa europea in materia di trasporto aereo - Regolamento 261/2004 – qualora sussistano circostanze eccezionali, la compagnia aerea è esentata dal corrispondere la compensazione pecuniaria - da 250 a 600 euro, a seconda della lunghezza della tratta - ai passeggeri che hanno subito la cancellazione del volo o un ritardo superiore alle tre ore.

Per circostanze eccezionali s’intendono quegli eventi estranei al normale esercizio dell’attività della compagnia aerea e che sfuggono al suo effettivo controllo.

Lo sciopero è sempre stato considerato una circostanza eccezionale e sino ad oggi, sulla base di tale consolidata interpretazione, quando il volo veniva cancellato a causa di uno sciopero, anche se proclamato dai dipendenti della compagnia aerea che avrebbe dovuto operare il volo, i passeggeri non avevano diritto alla compensazione pecuniaria.

Ma la giurisprudenza ha recentemente intrapreso un orientamento diverso.

Con la sentenza 17/04/2018 n° C-195/17, infatti, la Corte di Giustizia Europea ha stabilito che lo sciopero non necessariamente esonera dall’obbligo di corrispondere la compensazione, ma occorre valutare, caso per caso, se l’evento afferisca realmente all’ordinario esercizio dell’attività della compagnia e se rientri davvero nel suo ambito di controllo. Solo qualora non sussistano tali due condizioni, le circostanze possono definirsi eccezionali e la compagnia può legittimamente negare la compensazione ai passeggeri.

Nel caso di specie, i voli della compagnia aerea tedesca TUI Fly erano stati cancellati a causa delle assenze in massa del personale, che si era messo in malattia dopo aver appreso che l’azienda avrebbe subito un piano di ristrutturazione. I primi giorni di ottobre 2016 sono stati un vero inferno per i viaggiatori: l’89% dei piloti e il 62% dell’equipaggio in cabina erano assenti e la loro assenza ha prodotto pesanti ripercussioni, causando ritardi e cancellazioni.

Tale evento rientra nella corrente definizione di “sciopero selvaggio”, trattandosi di una manifestazione non organizzata dai sindacati e riconducibile ad un assenteismo generalizzato tra tutti i dipendenti.

Secondo la Corte, lo “sciopero selvaggio” dei dipendenti è la diretta conseguenza di una decisione della compagnia e, per ciò stesso, non può essere ritenuto una circostanza che sfugge al suo effettivo controllo. Le ristrutturazioni rientrano nell’ordinaria gestione aziendale e possono ragionevolmente causare conflitti con il personale dipendente, che la compagnia aerea si può, dunque, trovare a fronteggiare. Per la Corte, tutto ciò afferisce al normale esercizio dell’attività della compagnia e non sfugge affatto al suo controllo, traendo anzi origine da una ben precisa decisione aziendale.

Testualmente, la Corte ha stabilito che “… l’assenza spontanea di una parte significativa del personale di volo («sciopero selvaggio»), come quella di cui trattasi nei procedimenti principali, che trae origine dall’annuncio a sorpresa da parte di un vettore aereo operativo di una ristrutturazione dell’impresa, a seguito di un appello diffuso non dai rappresentanti dei dipendenti dell’impresa, bensì spontaneamente dai dipendenti stessi, i quali si sono messi in congedo di malattia, non rientra nella nozione di «circostanze eccezionali»…” ai sensi dell’art. 5 del Reg 261/2004 citato.

Tale sentenza ha sicuramente dato una svolta alla giurisprudenza del settore, dando ai passeggeri la possibilità di ottenere la compensazione pecuniaria in molti casi in cui, in precedenza, veniva negata di default.

Per ulteriori chiarimenti e quesiti, è possibile contattare il Centro Europeo Consumatori al n +39 06 44238090 o via email scrivendo a info@ecc-netitalia.it o tramite la chat dalla home page del sito www.ecc-netitalia.it, oppure scaricando la guida sui diritti dei passeggeri.

 

 

Autonoleggio: AGCM sanziona Oscar Rent per 300.000 euro

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foto autonoleggioCon provvedimento del 14 marzo scorso, l’Autorità Garante della Concorrenza e del Mercato ha comminato una sanzione pecuniaria di 300.000 euro alla società di noleggio Oscar Rent, che offriva servizi di noleggio a lungo termine.

Tra il 2016 e il 2017, infatti, la società aveva dichiarato di possedere un numero di vetture ben superiore rispetto a quello realmente disponibile, ma con l’aumentare degli ordini fu evidente che non sarebbe stato possibile accontentare i consumatori in tempi adeguati. Nonostante la penuria di veicoli, la società aveva comunque continuato ad accettare prenotazioni che non era in grado di evadere, omettendo per altro di rimborsare le somme percepite.

Il 29 dicembre 2017, dati i motivi di gravità ed urgenza del caso, l’AGCM ordinava in via cautelare alla società di sospendere la sottoscrizione di nuovi contratti per auto che non fossero realmente disponibili. L’8 gennaio 2018, la società aveva a sua volta comunicato di aver ottemperato a quanto notificato dall’Autorità e di aver cessato l’attività commerciale. (https://www.ecc-netitalia.it/it/news-e-pubblicazioni/news/684-autonoleggio-consegna-lungo-termine-delle-auto).

Tale provvedimento cautelare aveva sicuramente posto un freno a tali pratiche, mentre la fase istruttoria del procedimento, che intanto proseguiva, giungeva all’emanazione del provvedimento sanzionatorio dello scorso 14 marzo.

L’AGCM accertava, infatti, che la Oscar Rent, che nel frattempo ha cambiato nome (oggi XProject Cars Associated Loriga & Leila S.r.l.), aveva posto in essere delle pratiche commerciali scorrette.

Ai consumatori erano state fornite informazioni ingannevoli circa la disponibilità delle vetture e dei loro tempi di consegna, che hanno portato a sottoscrivere un numero di contratti superiore alle auto realmente disponibili, a dilatare i tempi di consegna, giungendo fino alla mancata erogazione del servizio.

Sulla base delle prove raccolte, inoltre, l’Autorità ha accertato che la società non ha rimborsato la maggior parte delle somme già versate dai consumatori per la conferma dell’ordine o utilizzate per i depositi cauzionali. Mentre inizialmente i rimborsi venivano continuamente posticipati, a partire dal giugno 2017 la società smetteva addirittura di rispondere ai solleciti, ostacolando in questo modo l’esercizio dei diritti dei consumatori derivanti dal contratto.

La disposizione dell’Antitrust

L’AGCM ha, quindi, concluso il procedimento irrogando a Oscar Rent una sanzione complessiva di € 300.000 per aver posto in essere pratiche commerciali scorrette, giudicate ingannevoli, oltre che aggressive nei confronti dei consumatori.

 

 

 

Geoblocking e contenuti digitali: dal 1° aprile cambiano le regole

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contenuti digitaliSei appassionato di film e serie tv al punto di portarteli anche in vacanza? Vuoi che la tua musica ti segua ovunque tu vada? Ciò sarà possibile dal 1° aprile 2018, grazie ad una nuova normativa europea.

Dal prossimo 1° aprile sarà, infatti, possibile usufruire della portabilità gratuita all’interno di tutto il territorio europeo per tutti i servizi volti alla fruizione di contenuti online a pagamento (SkyGo, Netflix, Amazon Prime Video, Spotify, Infinity, etc.).

In poche parole, la possibilità di utilizzare i nostri abbonamenti streaming anche quando, per un viaggio di lavoro o di piacere, ci troviamo in un altro Paese europeo, non ci potrà più essere negata e, pertanto, potremo continuare a vedere, per esempio, le nostre serie televisive preferite.

Questa iniziativa rientra nel grande processo di abbattimento delle frontiere digitali attuato dall’Europa; per chiarire cosa succederà esattamente a partire da Pasqua, è possibile consultare l’apposita sezione FAQ della Commissione Europea.

Ecco i principali punti da ricordare:

  • la portabilità gratuita è assicurata per soggiorni temporanei all’estero, siano essi per vacanza, per lavoro o per studio, ma non si ha alcuna indicazione in merito ai limiti temporali. L’unico requisito è essere residenti in un altro Stato membro.

(I fornitori dovranno, invece, fornire indicazioni esatte e specifiche sul servizio di portabilità)

  • nel caso di servizi gratuiti, i fornitori non sono invece tenuti a garantire la portabilità
  • la portabilità permetterà di poter accedere al catalogo di contenuti normalmente disponibile nel proprio Paese di origine
  • le regole Ue non escludono, ma neanche garantiscono, la possibilità per i fornitori di offrire anche altri contenuti extra riservati agli abitanti del Paese europeo che stiamo visitando (ad es. il catalogo Netflix di un altro Paese potrebbe essere più ricco rispetto a quello italiano).

Attualmente almeno 29 milioni sono i consumatori che potrebbero beneficiare della portabilità. Si calcola che entro il 2020 tale cifra potrebbe raggiungere 72 milioni. Quasi il 60% dei giovani europei dichiara che la facoltà di viaggiare continuando a fruire dei loro abbonamenti è un fattore importante nel momento in cui scelgono di abbonarsi ai servizi online.

 

 

 

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