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I MANDATI DI ESECUZIONE CHE RILASCIANO I NOTAI IN CROAZIA NON SONO DELLE DECISIONI GIUDIZIARIE

9 marzo news webÈ quanto è stato deciso dalla Corte di Giustizia Europea su un rinvio pregiudiziale  (causa C-551/15 ) presentato dal Giudice del distretto municipale di Pola in Croazia. Innanzi a tale organo giurisdizionale era stata trasmessa l’opposizione di un consumatore domiciliato in Germania al mandato di esecuzione emesso da un notaio croato in favore della Pula Parking, la società che gestisce i parcheggi pubblici a pagamento nella citta di Pola per il recupero di un credito insoluto per sosta in area di parcheggio pubblica. 

Il fatto

Il signor Tederahn parcheggiava la sua auto in un parcheggio pubblico a pagamento, ritirando il relativo biglietto che doveva essere pagato entro 8 giorni dalla data di emissione, pena una maggiorazione a titolo di interessi di mora.  Il consumatore non provvedeva al pagamento entro il termine stabilito e la società, così come previsto dalla legge croata in materia di esecuzione forzata (Narodne novine, br. 112/12, 25/13 e 93/14), presentava al notaio competente per distretto la documentazione probante il debito, ottenendo un mandato di esecuzione nei confronti del signor Tederahn.  La validità di tale mandato veniva contestata dal consumatore che assumeva l’incompetenza per materia e per territorio del notaio sulla base del Regolamento europeo n. 1215/2012 che disciplina  la competenza giurisdizionale, il riconoscimento e l'esecuzione delle decisioni in materia civile e commerciale nell'UE.

Il giudice nazionale sospendeva il procedimento chiedendo alla Corte di chiarire:

1) se il rapporto giuridico esistente tra la Pula Parking, di proprietà del comune di Pola,  e il sig. Tederahn poteva essere qualificato come rapporto giuridico di diritto privato rientrando così nella nozione di «materia civile e commerciale» ai sensi del regolamento n. 1215/2012;

2) se i notai, che in Croazia adottano decisioni concernenti le domande di esecuzione basate su atti autentici nell’esercizio delle competenze loro attribuite dalla normativa

nazionale, possano essere considerati «autorità giurisdizionale» ai sensi del regolamento medesimo.

In merito alla prima questione la Corte dichiarava che il procedimento di esecuzione forzata avviato dalla Pula Parking  contro il sig. Tederahn doveva considerarsi non un atto punitivo inflitto da un ente pubblico, ma un’azione promossa da un soggetto privato volta a tutelare un interesse privato (il recupero del corrispettivo di un servizio fornito). Il procedimento di esecuzione forzata, pertanto, nel caso di specie aveva natura privatistica e rientrava nell’ambito di applicazione di tale regolamento. 

In merito alla seconda questione relativa alla qualificazione dei notai croati come “giudici” o “autorità giurisdizionale”, la Corte rileva che il rispetto del principio della fiducia reciproca nell’amministrazione della giustizia negli Stati membri dell’Unione, sotteso all’applicazione del regolamento concernente la competenza giurisdizionale, il riconoscimento e l'esecuzione delle decisioni in materia civile e commerciale, presuppone che le decisioni delle quali è richiesta l’esecuzione in uno Stato membro diverso da quello di origine siano state emesse nell’ambito di un procedimento giudiziario che offre garanzie di indipendenza e di imparzialità nonché il rispetto del principio del contraddittorio. La Corte osserva che la procedura di esecuzione forzata croata prevede che il mandato di esecuzione sulla base di un «atto autentico», emesso dal notaio, è notificato al debitore solo dopo la sua adozione, senza che la domanda presentata al notaio sia stata comunicata preventivamente a tale debitore e, dunque, non in contraddittorio. La Corte, pertanto, dichiara che i notai croati che emettono tali mandati di esecuzione non possono essere considerati un’«autorità giurisdizionale» ai sensi del regolamento sul riconoscimento e sulle esecuzioni delle decisioni in materia civile e commerciale.

 

 

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