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La modifica del contratto da parte dell’organizzatore e la revisione del prezzo

 

Modificare il contratto significa apportare delle variazioni ai diritti-doveri delle parti, ovverosia al contenuto concreto della vacanza: è un aspetto importante, tanto che il codice del consumo lo disciplina in modo dettagliato agli artt. 90 e 91. Prima della partenza l’organizzatore o il venditore che abbia necessità di modificare in modo significativo uno o più elementi del contratto, ne da immediato avviso scritto al consumatore, indicando il tipo di modifica e la variazione del prezzo che ne consegue.

 

A fronte di tali modifiche l’acquirente che non intenda accettarle può: usufruire di un altro pacchetto turistico di qualità equivalente o superiore senza supplemento di prezzo; usufruire di un altro viaggio di qualità inferiore con restituzione della differenza di prezzo; chiedere il recesso dal contratto ed ottenere, entro 7 giorni lavorativi dal momento dell’annullamento, il rimborso della somma già corrisposta. In tutti questi casi il consumatore ha diritto di essere risarcito di ogni ulteriore danno dipendente dalla mancata esecuzione del viaggio, salvo che: la cancellazione del pacchetto sia derivata dal mancato raggiungimento del numero minimo di partecipanti richiesto; il consumatore sia stato informato per iscritto almeno 20 giorni prima della data prevista per la partenza; si sia verificata una ipotesi di forza maggiore. ll consumatore deve in ogni caso comunicare la propria scelta entro 2 giorni lavorativi dal momento in cui ha ricevuto l’avviso di modifica delle condizioni contrattuali.

 

Per quanto concerne la revisione del prezzo, in linea di principio non può essere modificato a meno che ciò non sia espressamente previsto nel contratto o sia la conseguenza della variazione del costo del trasporto, del carburante, dei diritti e delle tasse quali quelli di atterraggio, di sbarco o imbarco nei porti o negli aeroporti, del tasso di cambio applicato, deve comunque essere adeguatamente documentato dal venditore.

L’aumento del prezzo non può essere superiore al 10% del prezzo originario:  nel caso si verifichi l’aumento, l’acquirente può recedere dal contratto ottenendo il rimborso delle somme già versate.

 

Il prezzo non può in ogni caso essere aumentato nei 20 giorni che precedono la partenza.

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