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La risoluzione extragiudiziale delle controversie:
Tendenze delle politiche europee in tema di ADR

 

 

La Commissione Europea è da sempre molto attiva nella promozione dello sviluppo di procedure alternative di risoluzione delle controversie; cerca di favorirne la diffusione, procedendo sempre, parallelamente, anche nel tentativo di migliorare la giustizia ordinaria.

 

Punto cardine dell’intervento della Commissione Europea sull’argomento è stata l’adozione delle due Raccomandazioni, accompagnate ciascuna da una comunicazione, che stabiliscono alcuni principi applicabili alla procedure di ADR in materia di diritti dei consumatori.

 

La prima, del 30 marzo 1998 n. 257, ha una finalità di indirizzo. Chiede innanzitutto agli Stati membri di individuare ed elencare gli organi responsabili per la risoluzione extragiudiziale delle controversie in materia di consumo considerati conformi alla raccomandazione. Contiene inoltre i sette principi minimi per la creazione e il funzionamento dei metodi di ADR (indipendenza, trasparenza, contraddittorio, efficacia, legalità, libertà e rappresentanza).

 

La seconda, del 4 aprile 2001 n. 310, individua i principi applicabili agli organi extragiudiziali che partecipano alla risoluzione extragiudiziale delle controversie in materia di consumo.

 

Risale poi la 19 aprile 2002 il Libro Verde della Comunità Europea sui “modi alternativi di risoluzione delle controversie in materia civile e commerciale” che passa in rassegna i meccanismi di ADR  e individua le caratteristiche principali degli organismi preposti a tali servizio (in particolare le Camere di Commercio)

 

A livello europeo l’ADR si sta tuttavia sviluppando in maniera piuttosto disomogenea per quanto riguarda gli organi operanti, la procedura utilizzata, ma anche l’obbligatorietà di adire l’ADR, il grado di vincolatività della soluzione, i costi per le parti.

 

La Commissione, per favorirne la diffusione, ha dato vita a due reti europee di istanze nazionali con il compito di facilitare l’accesso dei consumatori alle procedure extragiudiziali per la risoluzione delle controversie transfrontaliere, che coinvolgono cioè una controparte stabilita in uno Stato membro diverso da quello di residenza del consumatore. Si tratta di ECC-net, di cui Ecc-net Italia rappresenta il nodo italiano del network europeo composto da 26 centri ECC, e di Fin-net, la rete per la risoluzione extragiudiziale delle liti transfrontaliere in materia di servizi finanziari, che consente ai consumatori che hanno problemi nel settore dei servizi finanziari di accedere direttamente ad un mezzo di risoluzione extragiudiziale delle controversie.

 

 

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